Sabato 11 ottobre: Sant’Ambrogio e la Valsusa in marcia Pro Pal

SANT’AMBROGIO – Sabato 11 ottobre il comune di Sant’Ambrogio di Susa e la sezione ANPI locale, in collaborazione con l’Unione Montana Valle Susa, hanno indetto una significativa manifestazione per la pace e per richiamare l’attenzione sul dramma della Palestina. L’iniziativa mira a riunire le diverse anime del territorio in un’unica, forte voce contro la guerra e l’oppressione, coinvolgendo attivamente la cittadinanza. Hanno già aderito numerose realtà locali, a testimonianza di una profonda e condivisa esigenza di agire: tra queste figurano le Amministrazioni Comunali, l’ANPI ValSusa, l’AGESCI zona ValSusa, l’Azione Cattolica, l’Assemblea Bassa Valle, il Movimento NoTav, i Cattolici x la vita della valle, il Collettivo della Garda, l’Assemblea Giovani NoTav e l’Associazione Treno della Memoria Per la pace. In questo momento storico segnato da decine di conflitti attivi, l’evento sottolinea come la Pace non sia un’utopia, ma un’urgenza da concretizzare attraverso scelte precise e coraggiose. Il futuro dell’umanità non è solo nelle mani delle potenze mondiali, ma soprattutto nella capacità dei popoli di organizzarsi per scegliere il dialogo, la fraternità e la diplomazia, ribaltando la logica della guerra che è sempre e solo una sconfitta per tutti.

Valsusa in marcia Pro Pal

La manifestazione pone un focus cruciale sulla Palestina, nazione non ancora pienamente riconosciuta dalle istituzioni internazionali, che rappresenta il fallimento etico di un sistema che assiste in modo passivo al conflitto in nome di interessi geopolitici ed economici. La Palestina è un simbolo delle parti di mondo dimenticate e vittime di violenza e oppressione. L’evento lancia un appello per “Stop al genocidio”, denunciando come ogni giorno si assista inermi alla sistematica violazione del diritto internazionale e alla cancellazione di un popolo per mano dello Stato di Israele. Si critica aspramente il silenzio dell’Europa, che, non intervenendo di fronte a tali violazioni, tradisce i suoi principi fondativi e si rende complice silenziosa della tragedia che si sta consumando a Gaza. La guerra è definita come una scelta, non un destino inevitabile, un business malato che trae profitto dalla corsa agli armamenti, deviando risorse che dovrebbero essere al servizio del cittadino.

Ultimi articoli

Ultimi articoli