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mercoledƬ, 9 Ottobre 2024

Rivoli: stalking di un uomo che minaccia una donna con la pistola

alberghina 7284

RIVOLI – Eā€™ stata una escalation di gelosia morbosa a portare un trentenne di Torino a perseguitare con sempre maggiore pressione e una minaccia una donna di Rivoli. Madre di due bambini ha avuto una storia con l’uomo.Ā  Come tante volte purtroppo accade, la loro relazione era terminata, dopo una profusione di regali e gesti di gentilezza, senza che lui accettasse la fine della storia. CosƬ, in questi giorni di pandemia e di isolamento forzato dei nuclei familiari, aveva continuato a perseguitarla. Con sempre maggiore insistenza. Ai gesti apparentemente gentili, come regali, lettere e fiori, si sono ben presto associati comportamenti di estrema violenza.

SPERONATA IN AUTO

La furia incontenibile del ragazzo, che mai nessuno avrebbe detto capace di tali gesti, lā€™ha portato la mattina di Pasqua ad inseguire la sua ā€œvittimaā€ in una folle corsa automobilistica. Speronamenti con l’auto dai quali la vittima terrorizzata ĆØ riuscita a sottrarsi. Lā€™uomo ha cercato di appropriarsi e distruggere la vita della ex in tutti i modi. Chiudendola in casa ed andando via con le chiavi, levandole il telefono e percuotendola. Lā€™ultimo gesto ĆØ stato accompagnato da unā€™arma da fuoco. NellaĀ  notte del 25 aprile, alle 5 del mattino, per convincerla a tornare insieme le invia la foto di unā€™arma da fuoco e dei proiettili. Con la foto il messaggio. “Ho seppellito mio figlio, ho visto morire mia moglie, ho ucciso il mio migliore amico, ho ucciso il mio rapporto con teā€.

LA DENUNCIA

Questa volta piĆ¹ della paura e dellā€™orrore ha vinto il coraggio la donna affida i suoi due piccoli bambini e, nel pomeriggio del 27 aprile, si reca presso il Commissariato di Polizia di Rivoli. Dopo aver mostrato la foto, scattano subito le indagini e presso uno dei domicili dove avrebbe potuto essere la pistola. Presso la casa dei genitori di lui, i poliziotti trovano lā€™arma. Come in un rebus, le armi che trovano perĆ² sono due, apparentemente simili. Stesse dimensioni, stesso modello. Una perĆ² ĆØ unā€™arma vera, una Beretta 98, che ĆØ unā€™arma da guerra, e lā€™altra una sua copia. Lā€™occhio attento degli agenti del Commissariato di Rivoli riesce, da unĀ particolare, ad individuare la corrispondenza tra lā€™arma ritratta nella foto e quella vera. La scanalatura presente al lato del grilletto.

LA PISTOLA IN BAGNO

Rimane ancora una corrispondenza da trovare: il luogo dove ĆØ stata scattata la foto. Per capire se lā€™arma sia uscita o meno dallā€™abitazione. Sullo sfondo dellā€™immagine appare come un tessuto sintetico, ed ĆØ la trama di quel tessuto a suggerire la ricerca. Dopo aver attentamente scrutato nellā€™abitazione ĆØ nel tappeto del bagno della camera padronale che ritrovano parte
della trama. Lo ammette anche lo stalker, lā€™ha portata nel bagno, ĆØ lƬ che ha scattato la foto. Era la pistola vera. Lā€™arma, sottoposta a sequestro, unitamente ai numerosi dispositivi di comunicazione rinvenuti anche presso la seconda abitazione ove si sono estese le ricerche. Adesso non potrĆ  piĆ¹ generare terrore. La posizione dellā€™uomo ĆØ sottoposta al vaglio dellā€™autoritĆ  giudiziaria. DovrĆ  rispondere penalmente di diversi titoli di reato. RisponderĆ  sia in sede penale per quanto concerne le numerose condotte poste in essere e oltre queste, da ultimo, anche per aver violato le norme previste per evitare la diffusione del Coronavirus.

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