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Rivoli, l’urlo di dolore del commercio nel Centro Storico: “Tutti a rischio di chiusura” "Chiediamo quindi interventi concreti per la salvaguardia dei negozi"

Alberghina

RIVOLI – La crisi dell’emergenza Coronavirus sta colpendo in modo durissimo il commercio delle piccole attività di Rivoli. Un forte grido di dolore arriva da “Rivoli Experience”. E’ l’Associazione che raggruppa i commercianti del centro storico di Rivoli. Tanti piccoli negozi di vicinato, a conduzione familiare, con al massimo uno o due dipendenti. Come tanti altri in Italia, la cui attività rappresenta quasi sempre l’unica fonte di reddito per la famiglia. Negozi che già resistevano con fatica, da molto tempo, alla grave crisi del commercio di vicinato degli ultimi anni.

EMERGENZA

Ora, con l’emergenza covid-19 si trovano “sospesi”. In attesa del loro destino. I media, nelle loro molteplici trasmissioni e servizi, non citano mai questa moltitudine di negozi di vicinato che oggi sono chiusi. Abbigliamento, calzature, oggettistica e cartolerie. Questi negozi sono chiusi da settimane, e lo rimarranno ancora per parecchie altre. Molti, finita l’emergenza, non riapriranno più, lasciando a casa i loro dipendenti. Facendo così aumentare il numero delle famiglie senza reddito.

SENZA CREDITO BANCARIO

Scrivono i commercianti. “Alcune attività, in particolare sofferenza, si sono già viste chiudere i conti dalle banche perché non hanno più effettuato versamenti, ma, per tutte, all’azzeramento delle entrate, si sono aggiunti gran parte dei costi di gestione e i pagamenti già programmati non si sono fermati! Questi soggetti, non potranno più avere accesso ad alcun credito, poiché sono diventati ‘cattivi pagatori’. Queste migliaia e migliaia di negozi, oggi si ritrovano con i magazzini pieni di merce, in vista di una Pasqua che non ci sarà, e i pagamenti degli affitti, le bollette, le fatture da pagare. Il rischio d’impresa è diventato una certezza e, dopo l’emergenza, come affronteranno la riapertura?”.

CI SALVEREMO?

“Forse sopravviveranno le grandi catene e le multinazionali, che hanno ben altre risorse, ma i negozi di vicinato rischiano di non avere la forza di riprendersi e saranno probabilmente destinati in massa alla chiusura, aggiungendo di fatto migliaia di famiglie, sia dei titolari che dei dipendenti, alla moltitudine dei senza reddito. In questi drammatici giorni abbiamo davanti agli occhi le immagini delle vie deserte, dando un’immagine spettrale delle città. Se i negozi di vicinato non saranno aiutati e salvaguardati chiuderanno, facendo diventare la desertificazione delle vie, un triste futuro scenario delle nostre città! Chiediamo quindi interventi concreti per la salvaguardia dei negozi di vicinato e di conseguenza della vita delle città, ad iniziare dai centri storici“.

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