Quest’anno la battaglia dell’Assietta la vince il maltempo, in scena la Festa del Piemonte

LA FESTA DEL PIEMONTE AL COLLE DELL’ASSIETTA

COLLE ASSIETTA – ā€œLa festa ĆØ sempre molto emozionante e suggestiva”Ā ha spiegato Claudio Gariglio, presidente Centro Regionale Piemonte dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna. Tra le varie manifestazioni fin dal giorno precedente, sabato 20 luglio, le visite al campo storico, la camminata con le torce fino all’obelisco sulla Testa dell’Assietta, gli onori ai caduti e il falò a Casa Assietta con accompagnamento musicale. Domenica 21, dopo la cerimonia dell’alzabandiera e l’apertura ufficiale della manifestazione, alla presenza delle autoritĆ  civili e militari, ĆØ stata celebrata la Santa Messa in Piemontese e Commemorazione con le autoritĆ , nella tensostruttura al riparo dalle condizioni meteo all’inizio proibitive per nebbia fitta poi grandine pioggia battente con fulmini. Presenti i Granatieri in servizio: il colonnello Massimo Siragusa (che ha comandato il 1° Reggimento), un capitano, due tenenti, il sottufficiale di Corpo, il trombettiere e nove della schierante e, per la prima volta, la partecipazione del comandante della Brigata Granatieri, Generale Giovanni Brafa Musicoro. Per l’ANGS il labaro del Centro Regionale, provinciale e le colonelle delle sezioni del Piemonte. Poi i gonfaloni della Regione Piemonte, CittĆ  Metropolitana ed enti locali. A causa delle avverse condizioni meteo ĆØ stata annullata la Rievocazione storica.

UNA SCARICA DI FUCILE DAL VALORE SIMBOLICO

Solo una scarica a salve di fucileria dal valore simbolico, ma non per questo meno gradito dal pubblico presente all’evento, per rievocare quella memorabile battaglia. I numerosi gruppi storici, coordinati Associassion Festa dĆ«l Piemont al Còl Ć«d l’Assieta e dall’associazione Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700 e per la prima volta il centinaio di rievocatori accorsi per la prima volta dalla Francia e dalla repubblica ceca, si sono dati giĆ  appuntamento per il 20 luglio del 2025. E, per concludere: Canti e balli piemontesi con ā€œIj Danseur del Pilon, la ā€œFilarmonica di Cavourā€ e il ā€œCoro alpino Rivoliā€; Conferenza sul libro ā€œLa Battaglia dell’Assietta e la campagna militare alpina del 1747ā€; Ammainabandiera del Drapò. Al termine della manifestazione, prima di scendere a valle, toccante ĆØ stato il momento di raccoglimento per ricordare il valore e il sacrificio di tutti i caduti con la deposizione di corona all’obelisco, sulle vibranti note del silenzio intonate dal trombettiere reggimentale, da parte della schierante con il capitano, il tenente e il presidente ANGS della sezione di Torino, Valter Costamagna. L’iniziativa si inserisce nella cornice Festa del Piemonte, organizzata dal Consiglio regionale in collaborazione con l’Associassion Festa dĆ«l Piemont al Còl Ć«d l’Assieta, da 56 anni organizzatore della rievocazione. La commemorazione della Battaglia dell’Assietta, combattuta il 19 luglio 1747 tra i francesi di Luigi XV e l’esercito sabaudo di Carlo Emanuele III, ha una particolare rilevanza nella storia della regione Piemonte.

LA BATTAGLIA

La battaglia si svolse per il controllo della cresta dell’Assietta, sul crinale spartiacque che separa la Valle di Susa dalla Val Chisone, che erano fondamentali per assediare le fortificazioni militari presenti ancora oggi sulle montagne olimpiche. Nonostante la disparitĆ  di forze in campo, il reggimento Guardie, schierato nella posizione chiave chiamata ā€œbuttaā€, vinse la battaglia, e la famosa frase del conte di San Sebastiano, ā€œbogia nenā€ (non ti muovere), divenne un simbolo di resistenza per il popolo piemonteseā€. ā€œContinuare a commemorare i luoghi della Battaglia dell’Assietta e quei soldati – ha dichiarato Enrico Tenivella, presidente dell’Associazione Festa del Piemonte al Colle dell’Assiettaā€ – ĆØ un atto di rispetto e gratitudine verso coloro che hanno sacrificato le proprie vite per difendere la nostra terra e le nostre tradizioni. Questa commemorazione ci permette di onorare la loro memoria e di preservare il loro eroismo per le generazioni future. Ci consente inoltre di mantenere viva la nostra identitĆ  regionale e di rinsaldare il legame con il nostro territorio. ƈ un momento in cui possiamo riflettere sulle nostre radici, sulla nostra resilienza e sul valore della libertĆ . Questa commemorazione rappresenta un legame vivo tra le generazioni passate, presenti e future, e ci unisce come comunitĆ  piemonteseā€.

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