Crea sito

Quanto dal Rocciamelone gli Alpini conquistarono la Francia, 80 anni fa di DAVIDE CORONA

Alpini RocciameloneAlpini Rocciamelone

SUSA – La discesa degli Alpini dal Rocciamelone. Era il 21 giugno del 1940, primo giorno della Campagna delle Alpi Occidentali contro la Francia. Il battaglione Alpini Susa, comandato dal maggiore Costantino Boccalatte, compì un’azione memorabile. Entrare in territorio francese attraverso un’ardua discesa dal ghiacciaio del Rocciamelone e dalla valle del Ribon. Azione condotta senza incontrare resistenza alcuna, eludere le difese nemiche. Lo scopo dell’offensiva italiana consisteva nel neutralizzare le postazioni ed i capisaldi difensivi nemici. Così da poter penetrare, il più possibile, il dispositivo difensivo nemico ed occupare vaste aree di territorio al di là del confine. Le forze italiane designate per l’attacco erano inquadrate all’interno del Gruppo Armate Ovest. Queste erano comandato dal Principe Umberto.

LA STORICA IMPRESA DELLA COLONNA BOCCALATTE

Il Battaglione Susa e l’XI Battaglione Camicie Nere costituivano quella che fu denominata Colonna Boccalatte. Erano inquadrati all’interno del 1° Corpo d’Armata del generale Vecchiarelli schierato tra il Rocciamelone e l’abitato di Bardonecchia. Il 21 giugno in tutto il settore venne impartito alle unità l’ordine di attacco. L’attacco venne preceduto da un nutrito fuoco di preparazione dell’artiglieria avente come obbiettivo la neutralizzazione del fuoco di controbatteria delle opere fortificate avversarie. La prima unità a muovere fu quella del maggiore Boccalatte il cui compito era quello di discendere, attraverso il ghiacciaio del Rocciamelone, la valle del Ribon. Aggirare le difese francesi del Moncenisio e puntare sull’abitato di Bessans. Poi proseguire lo sforzo in profondità sino all’abitato di Lanslebourg. L’appoggio del fuoco di artiglieria era garantito da due batterie di obici schierate, alla crocetta del Rocciamelone  e presso la vetta del monte Lamet.

LA DISCESA

Il battaglione di Alpini, in pieno assetto da combattimento, attraverso un’estenuante marcia durata più di dodici ore, discese il ghiacciaio del Rocciamelone. Percorse la valle del Ribon, senza ingaggiare scontri col nemico e si accampò presso le Grange dell’Arcelle. Il giorno dopo riprese la marcia e raggiunse di Bessans, già precedentemente evacuato dalla popolazione civile. La manovra, sicuramente di valore più alpinistico che militare, suscitò grande scalpore ed ammirazione nei comandi militari. Sia italiani che transalpini, nonché negli organi di stampa nazionali che subito divulgarono la notizia. Il quotidiano cattolico “L’Italia” che citò infatti con un articolo, a piena pagina, l’epica impresa del “Susa”. Senza contare poi che le stesse fonti militari francesi avrebbero affermato in seguito che mai si sarebbero aspettati un movimento da parte di un reparto organico di tale entità, attraverso un terreno così impervio e di alta montagna, quale era appunto il ghiacciaio del Rocciamelone.

RESTA AGGIORNATO SU TUTTE LE NOSTRE NOTIZIE! COME?

Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!