SUSA – La discesa degli Alpini dal Rocciamelone. Era il 21 giugno del 1940, primo giorno della Campagna delle Alpi Occidentali contro la Francia. Il battaglione Alpini Susa, comandato dal maggiore Costantino Boccalatte, compƬ unāazione memorabile. Entrare in territorio francese attraverso unāardua discesa dal ghiacciaio del Rocciamelone e dalla valle del Ribon. Azione condotta senza incontrare resistenza alcuna, eludere le difese nemiche. Lo scopo dellāoffensiva italiana consisteva nel neutralizzare le postazioni ed i capisaldi difensivi nemici. CosƬ da poter penetrare, il più possibile, il dispositivo difensivo nemico ed occupare vaste aree di territorio al di lĆ del confine. Le forze italiane designate per lāattacco erano inquadrate allāinterno del Gruppo Armate Ovest. Queste erano comandato dal Principe Umberto.
LA STORICA IMPRESA DELLA COLONNA BOCCALATTE
Il Battaglione Susa e lāXI Battaglione Camicie Nere costituivano quella che fu denominata Colonna Boccalatte. Erano inquadrati allāinterno del 1° Corpo dāArmata del generale Vecchiarelli schierato tra il Rocciamelone e lāabitato di Bardonecchia. Il 21 giugno in tutto il settore venne impartito alle unitĆ lāordine di attacco. L’attacco venne preceduto da un nutrito fuoco di preparazione dellāartiglieria avente come obbiettivo la neutralizzazione del fuoco di controbatteria delle opere fortificate avversarie. La prima unitĆ a muovere fu quella del maggiore Boccalatte il cui compito era quello di discendere, attraverso il ghiacciaio del Rocciamelone, la valle del Ribon. Aggirare le difese francesi del Moncenisio e puntare sullāabitato di Bessans. Poi proseguire lo sforzo in profonditĆ sino allāabitato di Lanslebourg. Lāappoggio del fuoco di artiglieria era garantito da due batterie di obici schierate, alla crocetta del RocciameloneĀ e presso la vetta del monte Lamet.
LA DISCESA
Il battaglione di Alpini, in pieno assetto da combattimento, attraverso unāestenuante marcia durata più di dodici ore, discese il ghiacciaio del Rocciamelone. Percorse la valle del Ribon, senza ingaggiare scontri col nemico e si accampò presso le Grange dellāArcelle. Il giorno dopo riprese la marcia e raggiunse di Bessans, giĆ precedentemente evacuato dalla popolazione civile. La manovra, sicuramente di valore più alpinistico che militare, suscitò grande scalpore ed ammirazione nei comandi militari. Sia italiani che transalpini, nonchĆ© negli organi di stampa nazionali che subito divulgarono la notizia. Il quotidiano cattolico āLāItaliaā che citò infatti con un articolo, a piena pagina, lāepica impresa del āSusaā. Senza contare poi che le stesse fonti militari francesi avrebbero affermato in seguito che mai si sarebbero aspettati un movimento da parte di un reparto organico di tale entitĆ , attraverso un terreno cosƬ impervio e di alta montagna, quale era appunto il ghiacciaio del Rocciamelone.
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