Quando il Coro Primavera di Susa cantò in concerto per il venerabile Silvio Dissegna

QUANDO IL CORO PRIMAVERA DI SUSA CANTÒ IN CONCERTO PER IL VENERABILE SILVIO DISSEGNA

SUSA – È il 27 maggio: concerto d’eccezione per i 25 anni del Coro Primavera. Tra i tanti freschi e spensierati sorrisi, ad un tratto appare il viso pensoso, di un ragazzo che polarizza l’attenzione da un ritratto a grandi dimensioni, E’ quello di Silvio Dissegna, un bambino di Poirino, morto dodicenne nel 1979, dopo grandi sofferenze accettate con fede eroica, illuminata da un perenne sorriso. Un ragazzo “santo”. La sua vicinanza è palpabile. I “Primaverini” hanno visitato l’anno scorso la sua tomba, hanno visto i suoi luoghi natali, la sua casa. La sua presenza, resa magistralmente da quest’opera grafica del professore segusino Giancarlo Sibille, interprete attento dei tratti fisici e dell’anima di Silvio, apre le pagine più profonde del Coro. Quelle su cui sono scritti gli esempi di vita, le proposte educative, le mete di crescita, morale e spirituale, gli incontri che non si dimenticano, come quello con i genitori di Silvio che ora sono presenti a questa serata dove il loro figlio è ricordato con un commovente canto dal titolo “Silvio, fratello mio” che richiama nel ritornello: “Tu sei nato per donare, tu sei nato per amare” tutta la sua grandezza e l’impegno della sua giovane vita. Un momento particolarmente intenso, questo, come quello del ringraziamento dei genitori commossi, anche per il dono del quadro da parte dell’artista.

Silvio Dissegna

CHI È SILVIO DISSEGNA

Nasce all’ospedale di Moncalieri, nella città metropolitana e diocesi di Torino, il 1° luglio 1967. È il primogenito di Ottavio Dissegna, operaio alla Fiat, e di Gabriella Martignon, impiegata. Trascorre la prima infanzia in un clima sereno, impegnandosi a rendersi utile ai suoi genitori. Ama giocare con gli amici e con Carlo, suo fratello minore. Con lui riceve la Prima Comunione il 7 settembre 1975, presso il pilone votivo dedicato a san Pio X, eretto vicino alla loro casa di Poirino per devozione dei genitori, entrambi di origine veneta come quel Santo pontefice. Il Sacramento ricevuto irrobustisce l’intesa tra Silvio e il Signore Gesù, al quale ha imparato a rivolgersi nella preghiera. Frequenta le elementari alla scuola Paolo Gaidino di Poirino, dove si distingue per l’impegno che mette in ogni cosa. I suoi quaderni sono pieni delle descrizioni della natura, dei giochi, della vita familiare e dei propositi per l’avvenire. In un tema datato 13 marzo 1976, quando è in terza elementare, scrive di voler fare il maestro «perché mi piace insegnare agli altri» e il calciatore come Sergio Gori della Juventus, il suo preferito.

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