BUTTIGLIERA ALTA – A dieci anni dalla scomparsa di Mons. Italo Ruffino, l’Associazione Amici di SantāAntonio (ADA) solleva un grido d’allarme sulla gestione della Precettoria di Ranverso, denunciando quello che definisce lo “smantellamento dell’anima” del sito. Il referente Ersilio Teifreto, allievo del Maestro, contesta duramente la rimozione degli ex-voto della Guerra di Russia: memorie sacre volute dal Cappellano degli Alpini che oggi, invece di nutrire la devozione pubblica, giacciono confinate in depositi definiti “luoghi sicuri”. Oltre al danno spirituale, lāassociazione documenta un grave “falso storico” architettonico. Attraverso il confronto con le fotografie di Secondo Pia del 1886, ADA segnala come i recenti restauri di “maquillage” abbiano compromesso lāoriginale asimmetria quattrocentesca della facciata dellāOspedale. Interventi che, ignorando i calcoli statici storici di Montechenu e realizzando scavi impropri vicini alle fondamenta, rischierebbero di convogliare acqua verso le strutture portanti, minacciando lāintegritĆ stessa del portale e della “piccola Cappella Sistina” piemontese, oggi orfana dei suoi simboli più autentici.
Dalla rimozione degli ex-voto ai restauri contestati: Ersilio Teifreto difende lāereditĆ di Mons. Ruffino
Lāindignazione di ADA si estende alla dimensione sociale, contro la trasformazione delle cascine sulla collinetta in residenze private “blindate”, progetto ribattezzato polemicamente il “Polo dellāEsclusione“. Ranverso, storicamente nata per lāaccoglienza dei poveri e dei pellegrini della Via Francigena, rischia di diventare un borgo d’Ć©lite precluso ai cittadini. La critica tocca anche la gestione culturale: mentre nel bookshop scarseggiano i testi di Ruffino a favore di gadget estranei alla tradizione, lāassociazione continua a donare la Croce Tau in ebano, simbolo di una radice che non si mercifica. “Non abbiamo titoli accademici, ma abbiamo la sapienza delle mani che curano l’Abbazia ogni giorno“, dichiara Teifreto, invitando i Sindaci del territorio a vigilare affinchĆ© questo patrimonio non resti un guscio vuoto circondato dal lusso. La memoria della Precettoria, dal gelo della Russia al fuoco di Novoli, appartiene al popolo che prega e lavora, e non può essere confinata dietro cancelli chiusi o scelte estetiche arbitrarie che ne cancellano la vocazione millenaria di caritĆ e storia condivisa.

































