Piemonte: dal 1° settembre non si pagherà più il superticket sanitario Su visite ed esami ambulatoriali, a prescindere dal reddito di ciascuno

esami medico

TORINO – Dal 1° settembre non si pagherà più il superticket sanitario su visite ed esami ambulatoriali in Piemonte, a prescindere dal reddito di ciascuno. A dare la notizia è Piemonteinforma, l’Agenzia quotidiana di informazione sulle attività della Giunta regionale. La decisione è stata assunta dalla Giunta regionale. Infatti su proposta dell’assessore alla Sanità ha recepito la circolare del Ministero della Salute sull’abolizione della quota fissa relativa alle prestazioni specialistiche ambulatoriali prevista dalla legge di bilancio nazionale.

L’ACCESSO ALLE CURE

L’assessore la considera un’azione di indubbia equità nell’accesso alle cure, che riporta tutte le Regioni sullo stesso piano, eliminando le sperequazioni che si erano create nella diversa applicazione della norma. In Piemonte il superticket era applicato in rapporto al valore economico della singola ricetta. Il risparmio per gli utenti piemontesi, nel solo periodo settembre-dicembre 2020, è stato calcolato attorno intorno ai 18 milioni di euro.

IL SUPERTICKET

Il superticket sanitario è una tassa di 10 euro che i pazienti pagano su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche. Le regioni sono libere di applicarlo o meno, oppure possono modularlo in base al reddito o al tipo di servizio richiesto. Non tutti i cittadini sono tenuti al pagamento, infatti alcuni sono esenti dal ticket. Il superticket sanitario, introdotto nel 2011, è un’aggiunta al ticket già pagato. Ovvero 10 euro in più su ogni ricetta per le prestazioni ambulatoriali (visite ed esami specialistici). Ogni regione poi ha avuto la facoltà di applicarlo in modo differente.

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