PIAN CERVETTO (SAN GIORIO DI SUSA) – Due giorni immersi nella natura, dove i libri di testo hanno lasciato il posto ai sentieri, al profumo del sottobosco e a un cielo stellato da togliere il fiato. Il 22 e 23 maggio 2026 , gli alunni della classe 3ª della scuola primaria di Sant’Antonino hanno vissuto un’esperienza indimenticabile grazie al soggiorno didattico presso il Rifugio Amprimo, in località Rio Secco – Pian Cervetto. L’iniziativa si inserisce nella cornice del progetto CAI SCUOLA, un percorso che trasforma l’ambiente montano in un’aula a cielo aperto. Ad accompagnare i bambini in questa avventura, oltre alle maestre, c’era un team d’eccezione di esperti e volontari del CAI UGET di Bussoleno, che hanno saputo trasmettere ai piccoli tutta la loro passione e conoscenza del territorio. Un’aula senza pareti: le attività sul campo Seguendo la metodologia dell’outdoor learning (l’apprendimento all’aperto), i bambini hanno affrontato un ricco programma multidisciplinare:
• Scienza e biodiversità: la prima tappa ai Laghetti Paradiso delle Rane ha permesso di osservare da vicino l’ecosistema acquatico, andando a caccia di insetti e girini sotto la guida esperta di Enrico Parolin, volontario CAI e studioso di scienze naturali.
• Cultura alpina e passi sicuri: durante la camminata verso il rifugio, gli alunni hanno imparato a muoversi correttamente lungo i sentieri, a riconoscere il sottobosco di latifoglie e a rispettare la montagna. Un rispetto dimostrato concretamente anche durante il pranzo al sacco, quando ognuno si è responsabilizzato nel riportare a valle i propri rifiuti.
• Storia del territorio: le escursioni alla borgata Cervetto (antica zona turistica in quota) e alla borgata Comba, condotte dall’esperienza di Osvaldo Plano (ex presidente CAI Bussoleno) e Giorgio Ferraris (ex componente del Soccorso Alpino), hanno offerto un tuffo nel passato, mostrando ai bambini dove e come vivevano le famiglie degli allevatori durante l’alpeggio estivo.
Un incontro speciale e una notte sotto le stelle
Uno dei momenti più emozionanti è stato senza dubbio l’incontro con Lorenzo, guardiaparco e conduttore specializzato, e la sua cagnetta Maya. I due hanno lasciato i bambini a bocca aperta con una dimostrazione pratica sull’addestramento dei cani da ricerca (in particolare per l’individuazione di bocconi avvelenati) e sulla complessa formazione dei loro conduttori. E quando è calata la sera, l’avventura si è tinta di magia. Con un’uscita notturna sul crinale che separa Rio Secco da Pra Mean, il gruppo ha potuto ammirare lo spettacolo del cielo stellato in quota, lontano dalle luci della pianura, individuando, come novelli astronomi, stelle e pianeti che via via l’affievolirsi della luce del tramonto lasciava intravedere.
Più autonomi e più uniti: il vero valore del soggiorno
Oltre alle nozioni scientifiche e storiche, il soggiorno ha avuto un profondo valore formativo sul piano personale. La “vita da rifugio” ha messo alla prova i piccoli esploratori, che hanno imparato a gestire in autonomia i propri spazi, dalla preparazione della branda all’organizzazione del proprio zaino. Ciò che è emerso con maggiore forza, però, è stato l’aspetto umano: i due giorni sono stati un importante laboratorio di socialità, aiuto reciproco e collaborazione. I bambini si sono dimostrati entusiasti dal primo all’ultimo istante, rientrando a casa non solo con uno zaino pieno di ricordi, ma anche con una nuova consapevolezza di sé e del gruppo classe.
Scuola oltre le mura: che cos’è l’Outdoor Learning e perché fa bene agli studenti
Si fa presto a dire “gita scolastica”, ma la didattica moderna sta andando ben oltre. Sempre più scuole, anche nel nostro territorio, stanno adottando l’outdoor learning (letteralmente “apprendimento all’aperto”), un approccio pedagogico strutturato che trasforma l’ambiente esterno — che sia un bosco, un parco urbano o un sito storico — in una vera e propria aula senza pareti. Ma in cosa consiste esattamente e perché non è un semplice momento di svago?
Non solo teoria: l’esperienza al centro
A differenza della lezione tradizionale, in cui gli alunni assimilano i concetti in modo prevalentemente passivo dai libri, l’outdoor learning si basa sull’apprendimento esperienziale. La natura e il territorio diventano i libri di testo: la biologia si studia osservando l’ecosistema di un laghetto, la storia prende vita tra le rovine di un’antica borgata e la geometria si applica misurando gli spazi aperti. I ragazzi non sono più solo spettatori, ma diventano scienziati, storici ed esploratori attivi.
I benefici: mente, corpo e socialità
Le ricerche nel campo delle scienze dell’educazione confermano che l’esposizione costante ad ambienti naturali durante il percorso scolastico porta vantaggi straordinari:
• Sviluppo cognitivo: Stimola la curiosità innata, la capacità di osservazione e il problem solving. La complessità del mondo reale offre stimoli infinitamente più ricchi rispetto a una schermata digitale o a una pagina scritta.
• Autonomia e resilienza: Muoversi in contesti non protetti come quelli della montagna o della campagna insegna a gestire l’imprevisto, a valutare i rischi e a sviluppare una solida indipendenza (dalla gestione del proprio zaino all’orientamento).
• Benessere psicofisico: Riduce drasticamente i livelli di stress e ansia scolastica, favorendo la concentrazione e il movimento, elementi fondamentali specialmente nei bambini della scuola primaria.
• Cooperazione e inclusione: Fuori dall’aula le dinamiche di gruppo cambiano. Spazi più ampi abbattono le barriere e incoraggiano l’aiuto reciproco, lo spirito di squadra e l’inclusione di ogni singolo alunno.
In un’epoca sempre più dominata dalla virtualità e dalla sedentarietà, l’outdoor learning non rappresenta un ritorno al passato, ma una necessità per il futuro. Insegnare a rispettare l’ambiente vivendolo da vicino è il primo, fondamentale passo per formare i cittadini consapevoli di domani.





































