Oulx e il bivacco in stazione dei migranti: “Un biglietto da visita che richiede dignità”

OULX – La gestione dei flussi migratori in Alta Valle Susa torna a infiammare il dibattito pubblico, focalizzandosi questa volta sulla stazione ferroviaria internazionale di Oulx. Un post social pubblicato il 1° maggio 2026 ha riacceso i riflettori sul bivacco quotidiano di decine di migranti che sostano davanti allo scalo, in attesa dell’apertura pomeridiana del centro “Fraternità Massi”. Questa situazione solleva forti critiche sulla gestione del decoro urbano in uno snodo cruciale dove transitano TGV e Frecciarossa, mettendo in difficoltà l’immagine turistica di una località montana che funge da porta d’accesso all’Europa.

Migranti ad Oulx: tra decoro turistico e crisi dell’accoglienza in Valle Susa

Il problema, tuttavia, supera la semplice estetica e investe la dignità umana e l’efficienza delle istituzioni. Con il centro gestito dalla fondazione di don Chiampo in cronica sofferenza economica, Oulx si ritrova a gestire in solitaria le complessità della rotta alpina. La denuncia sottolinea come l’assenza di soluzioni strutturali penalizzi sia i residenti che i migranti stessi, costretti a ore di attesa all’addiaccio. È urgente un intervento degli enti pubblici per evitare che la solidarietà ricada solo sul territorio, garantendo un’assistenza dignitosa che non confligga con la vocazione turistica dell’Alta Valle.

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