Muretti a secco: il Piemonte ascolta l’appello Uncem

PIEMONTE – Dopo dieci anni di incessanti appelli da parte di Uncem Piemonte e dei Comuni montani, la Regione ha finalmente stanziato le risorse necessarie per il ripristino dei terrazzamenti e la tutela dei versanti. Una vittoria storica che affonda le radici in progetti pionieristici come il programma europeo Crinma e il modello virtuoso di Pomaretto. Grazie ai fondi nazionali del Fosmit, l’istanza sollevata fin dai tempi della presidenza di Lido Riba diventa realtĆ , offrendo un sostegno concreto al patrimonio alpino.

Patrimonio Unesco contro il dissesto idrogeologico

I muretti a secco, riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’UmanitĆ , non sono solo un elemento paesaggistico, ma un vero e proprio presidio di sicurezza. Come evidenziato dal Ministero dell’Ambiente, queste opere artigianali rappresentano il miglior antidoto contro l’abbandono del territorio e le frane. Fermano l’erosione e garantiscono la sopravvivenza di un’agricoltura eroica fatta di vitigni, ulivi e piante officinali che strappano ettari preziosi all’avanzata del bosco selvaggio.

Un investimento economico per il futuro delle valli

Investire nella pietra a secco significa fare prevenzione attiva per evitare disastri a valle. Il Ministero dell’Agricoltura e l’Uncem ribadiscono che la manutenzione ha costi ridotti (circa 80 euro al metro quadro) rispetto ai miliardi spesi per le emergenze. Questo stanziamento non ĆØ un semplice sussidio, ma un passo strategico: proteggere i terrazzamenti montani significa, infatti, mettere in sicurezza le stesse aree urbane ed economiche della pianura.

Ultimi articoli

Ultimi articoli