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Movimento NoTav: flashmob ai cancelli del cantiere Oggi due iniziative a San Didero e Giaglione

CHIOMONTE – Una domenica d’iniziative del Movimento NoTav in Valsusa tra Giaglione e il cantiere di Chiomonte. Questa mattina ai cancelli della centrale elettrica di Chiomonte c’e’ stato il flashmob “Un violador En Tu Camino”. Un gruppo di ragazzi e ragazze ha manifestato con un ballo. Nel pomeriggio appuntamento al presidio San Didero e in serata ai giardinetti di Giaglione.

Le donne #notav con la performance “un violador en tu camino” ai cancelli della centrale di Chiomonte contro chi sta distruggendo la nostra Valle.Fomne contra'l TAV

Gepostet von Notavinfo Notav am Sonntag, 28. Juni 2020

MANIFESTAZIONE A SUSA

Va in archivio la contestazione di sabato sera a Susa. Un gruppo del Movimento NoTav ha manifestato contro la si è la presenza delle Forze dell’Ordine in città. Uno striscione è stato esposto dai manifestanti in piazza IV Novembre sotto la Torre Civica. Una manifestazione pacifica che ha rotto il clima “turistico” nel Centro Storico della città.

DOPO L’ASSEMBLEA

Molto parteciapata l’assemblea popolare che ha visto moltissimi NoTav incontrarsi a Bussoleno. Il movimento NoTav ha fatto un punto della situazione e pianificato le iniziative di questi giorni. Scrivono su sito di riferimento. “Non sono mancate le considerazioni rispetto al periodo appena concluso della pandemia, il lockdown, per essere più precisi a quelle che dovrebbero essere le priorità in un paese dove il sistema ha mostrato a tutti le sua insufficienza. Altre considerazione hanno approfondito le prospettive di lotta, a breve e più a lungo periodo, e nonostante oggi appaia sempre più probabile uno stop della tanto sbandierata “ripresa dei lavori. Altre considerazione hanno approfondito le prospettive di lotta, a breve e più a lungo periodo, e nonostante oggi appaia sempre più probabile uno stop della tanto sbandierata “ripresa dei lavori” (ciò che conta era avere i titoli dei giornali e quelli li hanno avuti), l’assemblea ha convenuto sulla necessità  di contrastare la militarizzazione della valle, creare disturbo ai lavori e continuare a denunciare l’inutilità e la pericolosità dell’opera in tutti i luoghi immaginabili, istituzionali e non”.

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