TORINO – In attesa del passaggio della Fiamma Olimpica, l’Università di Torino – Scuola di Management ed Economia ospiterà l’11 gennaio il convegno “Mountains for Future“. L’evento, che si terrà in Corso Unione Sovietica 220, punta i riflettori sulle strategie per i territori alpini in vista di Milano-Cortina 2026. Il tema centrale riguarda la valorizzazione dell’Alta Val Susa, con un focus innovativo sulle seconde case: un immenso patrimonio immobiliare costruito tra gli anni ’60 e ’80 che oggi rappresenta una risorsa sottoutilizzata. Il progetto, promosso dalla Fondazione 20 Marzo 2006 insieme a UniTo e al Politecnico di Torino, propone un modello di revamping e riqualificazione energetica. L’obiettivo non è costruire nuovi edifici, ma elevare gli standard qualitativi dell’esistente per immettere sul mercato dell’ospitalità un’offerta di eccellenza. Questa strategia mira a trasformare la “montagna d’oro” delle abitazioni private in un volano per un turismo sostenibile, capace di attrarre visitatori internazionali per soggiorni prolungati, superando la logica del turismo “mordi e fuggi” e generando valore reale per l’economia montana.
Il futuro della Valsusa
Il convegno dell’11 gennaio rappresenta un momento cruciale di confronto tra amministrazioni locali, Unioni Montane, ordini professionali e imprese per definire una visione condivisa dello sviluppo alpino. Oltre alla gestione degli alloggi, il dialogo affronterà temi determinanti come le infrastrutture di trasporto, l’accessibilità e la creazione di servizi integrati che possano garantire lavoro qualificato e non stagionale. L’appuntamento torinese vuole dimostrare che l’eredità di Milano-Cortina 2026 deve andare oltre l’evento sportivo, trasformando la montagna in un luogo dove vivere e investire stabilmente. Attraverso la collaborazione tra accademia e territorio, si punta a una valorizzazione consapevole che metta a sistema competenze e comunità locali. Partecipare a questo incontro significa contribuire attivamente al futuro dell’Alta Val Susa, ripensando i modelli di accoglienza per rendere il territorio leggibile e competitivo su scala globale. La sfida è ambiziosa: passare dallo sfruttamento alla cura del territorio, garantendo una sostenibilità che sia ambientale, sociale ed economica per le generazioni future.

































