Mistero a Claviere: moria di trote e rane mai vista al Lago Gimont

CLAVIERE – Sulle sponde del Lago Gimont, a duemila metri di quota nel cuore dei Monti della Luna, un pescatore esperto si è trovato davanti a uno scenario desolante: centinaia di esemplari senza vita di trote fario e rane temporarie. Il fenomeno colpisce per la sua anomalia, poiché coinvolge pesci nel pieno della maturità biologica, lunghi anche 5-6 anni, che solitamente superano indenni i rigidi inverni alpini sotto lo strato di ghiaccio. A differenza delle stagioni passate, in cui la fauna locale ricompare con i primi caldi, quest’anno la vita sembra essersi bruscamente interrotta. «Non riesco a spiegarmi il motivo», confessa il testimone, sottolineando come le rane siano morte prima ancora di poter deporre le uova, segno di un evento improvviso che ha colpito l’ecosistema del lago proprio all’inizio del ciclo riproduttivo primaverile.

Ipotesi ambientali e assenza di inquinanti superficiali

Nonostante la gravità della strage, le cause restano avvolte nel mistero. Un primo sopralluogo ha escluso contaminazioni macroscopiche da idrocarburi o gasolio, poiché l’acqua non presenta odori sospetti né patine oleose. Il fatto che le rane temporarie non siano riuscite nemmeno a risalire in superficie per respirare suggerisce una possibile, drastica variazione chimico-fisica dell’acqua, come un’improvvisa anossia (mancanza di ossigeno) o un repentino picco di tossicità legato a fattori naturali o infiltrazioni non visibili. La mancanza totale di uova di rana deposte conferma che il decesso è avvenuto non appena gli anfibi sono entrati in acqua, trasformando quello che doveva essere un santuario della biodiversità d’alta quota in un cimitero silenzioso che attende ora risposte tecniche e analisi approfondite.

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