Il risveglio delle rane alpine sulle nostre montagne. Quest’anno le rane alpine hanno ripreso la loro attività molto in anticipo. Insieme a loro sono uscite dal letargo anche le marmotte. Dopo l’inverno, riprende la vita nei luoghi incantati delle valli.
LA RANA ALPINA
La rana alpina, chiamata anche rana rossa o temporaria, è un anfibio molto comune in Europa. Di colore marrone, con tonalità variabili dal verde oliva al rossiccio, può raggiungere i 10 centimetri di lunghezza. Presenta spesso una V rovesciata di colore scuro tra le spalle. Rispetto alle altre rane ha le bande dorso laterali più ravvicinate e le zampe più corte. Il suo verso è costituito da un leggero borbottio, simile al tubare di un colombo. Il suo habitat ideale sono gli ambienti forestali e le praterie d’alta quota interessate dalla presenza di corsi d’acqua, laghetti, pozze d’alpeggio e torbiere. Essa si spinge anche a quote elevate. La sua attività riproduttiva in ambiente alpino inizia in tarda primavera.
IL PARADISO DELLE RANE
In Valsusa, precisamente nella Cortavetto di San Giorio di Susa, c’è il paradiso delle rane. Si tratta di un piccolo lago abitato dalle rane alpine. Tutto attorno ci sono i pannelli informativi che raccontano la storia di questi piccoli anfibi, tavolini in legno per pranzare e prati dove stendersi al sole. Da qui parte il sentiero che conduce al rifugio Toesca, a 1711 metri di altitudine. Un percorso di 2 ore, tra lariceti e faggete e boschi di abete bianco. L’ideale in una calda giornata d’estate.

































