TORINO – Il Piemonte si prepara a vivere una svolta meteorologica di portata storica. Dalla tarda serata di lunedƬ 2 febbraio, lāarrivo di un sistema frontale di origine atlantica, alimentato da correnti umide meridionali, riporterĆ la neve fino in pianura su gran parte della regione. L’evento più atteso riguarda il capoluogo: Torino potrebbe tornare a imbiancarsi dopo un’assenza durata ben 1145 giorni, interrompendo ufficialmente il periodo di siccitĆ nevosa più lungo registrato in cittĆ dal lontano 1865. Il peggioramento entrerĆ nel vivo tra la notte e la mattinata di martedƬ 3 febbraio, con una colonna d’aria perfettamente strutturata che permetterĆ ai fiocchi di spingersi fin sotto i 200 metri di quota, coinvolgendo non solo il Torinese e il Canavese, ma anche l’Astigiano, l’Alessandrino e il Biellese.
Accumuli record sul Cuneese e clou delle precipitazioni
Il settore meridionale della regione sarĆ il vero protagonista di questa perturbazione, con nevicate che si preannunciano copiose sul Cuneese. Le previsioni indicano accumuli significativi: dai 12-15 centimetri di Cuneo cittĆ fino ai 40-50 centimetri sulle Alpi Marittime e Liguri sopra i 1500 metri, con picchi localizzati di 60 centimetri nelle valli Stura e Vermenagna. Il momento critico per la viabilitĆ ĆØ atteso tra le 04:00 e le 08:00 di martedƬ, quando rovesci moderati attraverseranno la regione da sud verso nord. Mentre sulle pianure orientali tra Novara e Vercelli il fenomeno sarĆ più breve e intermittente, la dorsale appenninica e le Langhe vedranno depositi importanti giĆ dai 500 metri. Con l’avvicinarsi del pomeriggio di martedƬ, le temperature in rialzo trasformeranno la neve in pioggia sulle pianure, lasciando spazio agli ultimi fiocchi solo a ridosso dei rilievi settentrionali.

































