Medicina di genere, individuati i referenti per ogni Asl in Piemonte

TORINO – Medicina di genere: le Asl piemontesi hanno individuato un referente aziendale che se ne occupi in Piemonte. ƈ emerso in Commissione SanitĆ , presieduta da Alessandro Stecco, che ha audito alcuni rappresentanti delle UniversitĆ  degli Studi di Torino e del Piemonte Orientale e i referenti regionali sulla medicina di genere. ā€œNel 2021 – ha spiegato il referente regionaleĀ Marco Musso – ĆØ stato richiesto alle Aziende sanitarie regionali di individuare un referente aziendale in possesso di specifica esperienza in medicina di genere, le cui designazioni si sono concluse il 7 gennaio scorso. Ai referenti ĆØ affidato in particolare il compito di promuovere lo sviluppo della medicina di genere a livello aziendale attraverso un approccio multidisciplinare per garantire appropriatezza e personalizzazione delle cure, strutturare azioni e attivitĆ  coerenti con i principi generali del Piano. Ma anche di realizzare un sistema di rete per lo scambio di esperienze e conoscenze, assicurando i collegamenti con gli altri referentiā€.

LA MEDICINA DI GENERE

Silvia De FranciaĀ dell’UniversitĆ  di Torino ha spiegato che ā€œla medicina di genere ĆØ la medicina che cura la persona e non la malattia, con un approccio alla cura di taglio multidisciplinare per comprendere i meccanismi attraverso cui le differenze di sesso e di genere agiscono sullo stato di salute, sull’insorgenza e sul decorso di numerose malattie e sulla risposta ai farmaciā€. ā€œNon si tratta – ha aggiunto – di prendere in considerazione il genere maschile o femminile, ma il genere: costruzione poliedrica che include ruolo sociale, comportamenti, valori, attitudini, fattori legati all’ambiente e le interazioni che essi hanno con i fattori biologiciā€. Un problema che affonda le proprie radici nel passato ma che ĆØ stato normato di recente, se si pensa che la medicina di genere nasce nel 1995 con la Conferenza di Pechino, nel 2016 il Ministero della Salute italiano emana la normativa sul genere come determinante della salute e nel 2019 viene approvato il Piano per la diffusione della medicina di genere.

IL PIANO

ā€œIl Piano per la diffusione della medicina di genere – ha osservatoĀ Gianluca AimarettiĀ dell’UniversitĆ  del Piemonte orientale – rappresenta una rivoluzione che le UniversitĆ  stanno in parte cominciando ad affrontare, anche se l’interdisciplinarietĆ  ĆØ ancora scarsamente praticata. Si continua ancora troppo ad occuparsi del paziente ā€˜in generale’ anzichĆ© differenziando le terapie in base al genereā€. MussoĀ edĀ Elsa Basili, referenti del Tavolo regionale, hanno spiegato che nel 2019 la pandemia ha in parte ostacolato un’adeguata programmazione ma nel 2020 la medicina generale ĆØ stata confermata tra gli obiettivi formativi prioritari per le Aziende sanitarie regionali ed ĆØ stata effettuata una raccolta dati: ā€œUna ricerca – ha sottolineatoĀ Musso – che ha consentito di fotografare una realtĆ  ricca e articolataā€.

IN PIEMONTE

Con la deliberazione della Giunta 17-4075 del novembre scorso, la Regione Piemonte ha recepito il Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere e dato il via all’istituzione del Gruppo tecnico regionale che dovrĆ  predisporre e proporre alla Giunta il piano per la sua applicazione e diffusione. Rispondendo aĀ Domenico Rossi – intervenuto per il Pd conĀ Monica CanalisĀ eĀ Diego Sarno – Di FranciaĀ ha spiegato che ā€œproprio perchĆ© diverse malattie cambiano per incidenza da regione a regione, il Piano regionale per la medicina di genere potrĆ  far fronte alle criticitĆ  specifiche presenti in Piemonteā€. AĀ Marco GrimaldiĀ (Luv),Ā MussoĀ ha risposto che ā€œle Case di comunitĆ  sono, per definizione, aperte alla comunitĆ  e dovranno prevedere al proprio interno aree per l’interazione e l’integrazione sociosanitariaā€. Di FranciaĀ – infine – ha convenuto conĀ Sarah DisabatoĀ (M5s) eĀ Sara ZambaiaĀ (Lega) sulla necessitĆ  di tenere in maggiore considerazione, sia a livello di studio e comunicazione dei dati, per esempio per quanto riguarda la pandemia, sia a livello di ricerca, le variabili e le eventuali criticitĆ  legate al genere.

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