Matrimonio sotto indagine a Giaveno: la 76enne sposa accusata di prelievi e acquisizione beni dal marito malato

GIAVENO – Un matrimonio celebrato a Giaveno nel 2022, che per i presenti sembrava un momento di commozione e semplicitĆ  tra due settantenni legati da oltre vent’anni, ĆØ ora al centro di un’indagine della magistratura torinese. La vicenda vede protagonista una donna di 76 anni accusata di aver approfittato delle fragilitĆ  psicofisiche del compagno, affetto da una grave malattia, per ottenere accesso ai suoi ingenti patrimoni prima di convolare a nozze. I figli dell’anziano, oggi costituitisi parte civile nel processo, hanno sollevato forti dubbi sull’autenticitĆ  di questo legame, avvenuto in un periodo in cui il padre era giĆ  sotto la tutela di un’amministratrice di sostegno, decisione di cui i figli stessi affermano di non essere stati messi a conoscenza. Il sospetto della procura ĆØ che la donna abbia orchestrato una serie di operazioni per garantirsi l’accesso a diversi immobili tra Torino e provincia, a una polizza assicurativa da quasi due milioni di euro e a conti correnti con somme a sei zeri, gestendoli anche tramite home banking.

Matrimonio sotto indagine a Giaveno

Le indagini hanno rivelato una serie di trasferimenti di denaro per circa 350.000 euro e la cessione di un appartamento del valore di 230.000 euro, tutti avvenuti prima della celebrazione del matrimonio e con i fondi che, secondo gli inquirenti, sarebbero confluiti nelle mani dell’attuale moglie. Questa situazione appare inspiegabile ai figli, che nel 2022 erano chiamati a sostenere economicamente il padre, inspiegabilmente in difficoltĆ  finanziarie. Nonostante i notai coinvolti nella compravendita e la testimone di nozze abbiano affermato in aula il 26 giugno di non aver riscontrato irregolaritĆ , con un notaio che si era anche premunito di un certificato medico sulle condizioni cognitive dello sposo, i dubbi persistono. I familiari hanno evidenziato come in quel periodo l’uomo fosse giĆ  in difficoltĆ  comunicative e decisionali. Anche l’allora vicesindaco e attuale sindaco di Giaveno, Stefano Olocco, che officiò le nozze, ha difeso la regolaritĆ  della cerimonia, affermando che lo sposo pronunciò le formule senza esitazioni e che i controlli furono eseguiti.

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