Manager della Valsusa finge di risiedere nel Regno Unito ed evade 3 milioni di euro

Bardonecchia Guardia di FinanzaBardonecchia Guardia di Finanza

BARDONECCHIA – Residenza e business all’estero ma vive abitualmente in Italia, in alta Valsusa. È stato denunciato un manager torinese e sequestrati conti correnti, immobili, terreni e auto di lusso per oltre 3 milioni di euro. La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto, all’esito di articolate investigazioni, che un manager sessantenne, di origini piemontesi, ha dichiarato, per anni, di risiedere nel Regno Unito. Ma solo formalmente, visto che, di fatto, vive abitualmente in alta Val di Susa. Le indagini, condotte dai Finanzieri della Tenenza di Bardonecchia sono state coordinate dal dottor Mario Bendoni, Pubblico Ministero. Hanno visto coinvolto un noto dirigente d’azienda. E’ un esperto e specializzato in fondi comuni di investimento, venture capital, acquisizioni societarie e management aziendale.

COS’È L’A.I.R.E?

La specifica disciplina in materia tributaria prevede, per i cittadini che intendano trasferire la propria residenza in un altro Stato per periodi superiori a 12 mesi, l’iscrizione alla c.d. A.I.R.E. (Anagrafe italiani residenti all’estero), gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero. La registrazione all’A.I.R.E. è effettuata a seguito di dichiarazione resa dall’interessato all’Ufficio consolare competente per territorio entro 90 giorni dal trasferimento della residenza e comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) del Comune di provenienza.

GLI ACCERTAMENTI

Nel corso degli accertamenti delle Fiamme Gialle in Valsusa, svolti anche alla luce dei contenuti del vigente trattato internazionale contro le doppie imposizioni Italia-Regno Unito, è emerso, invece, come il soggetto, benché ufficialmente iscritto all’A.I.R.E., fosse fittiziamente residente al di là della Manica, mentre, in concreto, viveva in Italia.

LE PROVE

Numerosi, precisi ed univoci gli elementi probatori in tal senso acquisiti dai militari, a seguito dell’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo, delle perquisizioni eseguite presso il domicilio dell’interessato, dell’analisi dei relativi conti bancari, dell’esame dei passaggi telepass, della documentazione relativa alle delibere ed ai meeting delle società a lui riconducibili in Italia, delle note spese, delle bollette, delle schede telefoniche, nonché delle dichiarazioni rese da persone a lui vicine, tali da far ritenere che il soggetto abbia mantenuto, di fatto, il centro dei suoi interessi vitali, economici e familiari, nonché la propria dimora, sul territorio nazionale, così da doversi considerare ivi fiscalmente residente, con la conseguenza che avrebbe dovuto corrispondere i tributi allo Stato italiano.

3 MILIONI DI IMPOSTE

Ammontano ad oltre 3 milioni di euro le imposte non versate all’Erario accertate dagli inquirenti, che hanno anche proceduto all’esecuzione di un provvedimento di sequestro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino. Dell’uomo in Valsusa sono stati bloccati auto, conti correnti, terreni e immobili nella disponibilità del contribuente. Peraltro, il patrimonio accumulato, frutto anche dell’evasione fiscale, era stato “protetto” dal manager attraverso la costituzione di società e trust ubicati. Tutte in paesi con una normativa tributaria privilegiata.

RESTA AGGIORNATO SU TUTTE LE NOSTRE NOTIZIE! COME?

Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!