L’urna delle reliquie del Beato Rosaz è adesso nella Cattedrale di Susa Il monsignore presiede la celebrazione dei Primi Vespri di Ognissanti

SUSA – L’urna delle reliquie del Beato Rosaz è adesso nella Cattedrale di Susa (Diocesi Torino).

A SUSA LE RELIQUIE DEL BEATO ROSAZ IN CATTEDRALE

Oggi, lunedì 31 ottobre i vescovi Renato Boccardo, Cesare Nosiglia e Alfonso Badini Confalonieri hanno presieduto la processione dell’urna delle reliquie del Beato Edoardo Rosaz dall’Istituto Monsignor Rosaz alla Cattedrale di San Giusto. Tanti i religiosi della Diocesi e il rettore della Sacra di San Michele Claudio Papa che hanno portato con la loro presenza la vicinanza delle comunità valsusine. Presenti diverse autorità civiche accolte dal sindaco Piero Genovese, il vice Giorgio Montabone, e militari con il Luogotenente dei Carabinieri Carlo Mostratisi. La Cattedrale occupata in ogni posto ha accolto la processione con la quale il Beato segusino ha trovato posto per scelta delle Suore Terziarie di San Francesco, ordine da lui creato per l’assistenza e la cura delle giovani.

IL BEATO

Edoardo Giuseppe Rosaz, desiderando abbracciare il sacerdozio, aderì al terz’ordine secolare francescano ed entrò in seminario: per motivi di salute, completò gli studi a Nizza, dove fu ordinato nel 1854. Il vescovo Antonio Odone lo nominò canonico cattedrale: nonostante l’opposizione del clero diocesano, nel 1862 Rosaz aprì il Ritiro per le ragazze abbandonate e, nel 1874, fondò la congregazione delle francescane missionarie per la loro educazione. Fu preconizzato vescovo di Susa nel concistoro celebrato da papa Pio IX il 31 dicembre 1877 e ricevette la consacrazione episcopale il 24 febbraio 1878. Per i primi tre anni di ministero episcopale, fu suo segretario Stefano Croce, poi parroco di Sant’Ambrogio di Torino dal 1881. Favorì l’insediamento nella sua diocesi dei salesiani, dei francescani conventuali, dei lasalliani. Inaugurò la chiesa del Suffragio e nel 1897 fondò il giornale diocesano Il Rocciamelone. Appoggiò la posa di una statua dedicata alla Vergine Maria a 3538 metri sul monte Rocciamelone, dal 1358 già luogo di culto mariano.

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