Lo Charintel rappresenta un’antica di tradizione delle Ramats di Chiomonte Un tempo lo Charintel era addobbato con i nastri che venivano apposti al petto di coloro che partecipavano ai battesimi dei bambini

(foto Carlo Ravetto)

CHIOMONTE – Lo Charintel rappresenta un’antica di tradizione delle Ramats, frazione di Chiomonte. Esso conserva qualche rapporto con la figura del moderno albero di Natale e con il periodo natalizio. Alla Ramat si chiama Charenda. Questa è un’analogia con gli alberi della fertilità di origini celtiche. Si tratta di un albero, solitamente un abete bianco. Viene addobbato con nastri e fiori di carta crespa in occasione delle principali feste della comunità. Queste sono Sant’Andrea, l’Immacolata Concezione, Sant’Antonio Abate e San Giuseppe. Lo Charintel  è sistemato all’interno delle cappelle di cui si festeggia il santo o, nel caso dell’Immacolata Concezione e Sant’Antonio, nella chiesa parrocchiale.

IN FRAZIONE

In queste occasioni viene anche distribuito il pane benedetto, la charità. Come nel caso della festa di Sant’Antonio, un pane unico in cui vengono piantati rami decorati con fiori. Un tempo lo Charintel era addobbato con i nastri che venivano apposti al petto di coloro che partecipavano ai battesimi dei bambini. Anche ai funerali dei più piccoli della comunità con i nastri erano allora bianchi. Lo Charintel aveva poi, in cima, un mazzo di fiori finti confezionati in occasione della Festa della musica di Santa Cecilia. Questo veniva portato in procesione da un ragazzo che lo faceva “ballare”. L’albero veniva poi fatto bruciare nel falò di Carnevale, ma solo perchè era ormai secco. Dalle ceneri di tale falò il sacerdote ricavava le Sacre Ceneri.

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