L’Italia partigiana e il trattato di pace per Bruna Bertolo e Mauro Minola, libro per il 25 Aprile Da Rivoli e Giaveno a quattro mani per raccontare con una visione nazionale quanto accaduto nel periodo 1943-1945

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RIVOLI – È uscito per la casa editrice Susalibri “L’Italia partigiana e il trattato di pace” degli autori Bruna Bertolo e Mauro Minola. Si tratta di due scrittori molto conosciuti con alle spalle decine di titoli sempre di carattere storico. Da Rivoli e Giaveno a quattro mani per raccontare con una visione nazionale quanto accaduto nel periodo 1943-1945. È un invito alla lettura per le generazioni che di quegli avvenimenti hanno sentito i racconti dai genitori, a volte dai nonni, e sono interessati. Oltre le avventure militari, i personaggi che, giovani ragazzi, lottarono e morirono per un Italia diversa da quella in cui avevano vissuto, c’è un aspetto paradossalmente attuale. Perché l’Italia dal dopo guerra è stato così dipendente dagli stati Uniti d’America, perché la nostra Costituzione impedisce governi stabili e duraturi? Per conoscere davvero l’oggi bisogna aver studiato cosa accadde ieri, e Bertolo e Minola ci aiutano con questo volume.

VENTI MESI

I venti mesi della lotta resistenziale, a partire dall’8 settembre, vengono qui focalizzati soprattutto in un determinato limite territoriale che coincide con le zone alpine. Le valli e le città del Piemonte in cui quel movimento nacque e si affermò. Accanto alla guerra portata avanti dagli Alleati. Il grande movimento resistenziale non coinvolse soltanto i partigiani saliti sulle montagne, ma l’intera popolazione, le donne in primo piano, gli operai nelle fabbriche, i soldati che dissero di No alle lusinghe nazifasciste, affrontando lunghi periodi di prigionia nei campi di lavoro in Germania. Una Resistenza civile, oltre che militare, che coinvolse una parte significativa della popolazione, come riconosciuto dallo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 23 settembre 2016 ha apposto sul Gonfalone della Regione Piemonte la Medaglia d’oro al Merito civile per il ruolo avuto dalla popolazione durante la lotta di Liberazione.

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