L’Estate di San Martino: oggi, 11 novembre, una giornata ricca di antiche tradizioni

Valsusa in autunnofoto di Andrea Carnino

L’Estate di san Martino: una giornata ricca di antiche tradizioni. Oggi, 11 novembre, si celebra san Martino di Tours. Ogni anno, in questi giorni, il clima è più mite, come una piccola “estate” nel grigiore novembrino. Un proverbio racconta che “l’Estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”. La giornata è celebrata in Italia e in molti Paesi europei. Illustri scrittori le hanno dedicato poesie. Giosuè Carducci ha composto “San Martino”, Giovanni Pascoli “Novembre” e Cesare Pavese “Estate di San Martino”. Ma quali sono le origini di questa celebrazione?

LA LEGGENDA

Martino di Tours, legionario romano, durante l’inverno del 335 d.C., si trovava ad Amiens, in Gallia. Durante un violento acquazzone, incontrò un mendicante. Impietosito nel vederlo così bagnato e infreddolito, tagliò il suo mantello in due e gliene donò metà. Improvvisamente la pioggia cessò e il clima diventò più mite. Nella notte Gesù gli apparve in sogno dicendogli che era lui quell’uomo che aveva aiutato. Al risveglio Martino trovò il suo mantello intatto. Decise così di dedicarsi alla vita monacale. Nel 371 per volere popolare, venne nominato vescovo di Tours. Fu sempre vicino ai bisognosi, ai poveri ed ai perseguitati. La natura ogni anno ricorda il nobile gesto del santo. In occasione dell’11 novembre, data della sua sepoltura, il freddo interrompe la sua morsa. Splende il sole e le giornate sono più tiepide.

LA TRADIZIONE AGRICOLA

La ricorrenza è sempre stata molto importante nella vita contadina. Si aprono le botti di vino novello. Vengono organizzate grandi fiere del bestiame. In passato in questo giorno venivano rinnovati i contratti agricoli annuali. I contadini il cui contratto non era rinnovato dovevano lasciare l’appezzamento. Da questo trae origine l’espressione “fare san Martino”, che significa traslocare. La protagonista del menù del giorno è ancora oggi l’oca. Secondo la tradizione quando Martino fu eletto vescovo di Tours, si nascose nelle campagne. Preferiva infatti continuare la sua vita monacale. Furono le strida di un gruppo di oche a rivelare agli abitanti il suo nascondiglio. In Italia e in Europa l’11 novembre vengono organizzate diverse celebrazioni. Tutte annullate quest’anno a causa del Covid.

LE CELEBRAZIONI IN EUROPA

Il santo viene festeggiato in molti Paesi Europei. Come Germania, Austria, Belgio e Paesi Bassi. In Germania e Austria, nei giorni precedenti l’11 novembre, i bambini costruiscono lanterne di carta. Per portarle in processione in occasione della ricorrenza. La parata è aperta da un adulto a cavallo, che impersona Martino. Si giunge intorno ad un grande fuoco, dove si cantano canzoni dedicate al santo e si beve vin brulé. Terminato questo evento, ciascuno si porta a casa la lanterna. Dovrà essere accesa ogni notte fino al Natale, affinché possa portare fortuna e prosperità. Nel land austriaco del Burgenland, i viticoltori fanno visita alle varie cantine per controllare la fermentazione del vino nuovo. Se è maturo, viene benedetto dal parroco e inizia una grande festa per celebrare la buona annata. A Malta ai bambini vengono regalati dolci e frutta secca. Mentre in alcune regioni della Francia e delle Fiandre era san Martino che portava i regali ai bambini. Scendeva dal camino proprio come Babbo Natale.

A GIAVENO

Giaveno celebra il santo la domenica più vicina alla sua ricorrenza. Un figurante che lo rappresenta sfila a cavallo accompagnato dalla Banda Musicale Leone XIII e dal gruppo delle Mascottes. Segue la Messa solenne nella cappella a lui dedicata in via Ruata Sangone. Vi è poi la distribuzione del pane della carità.

I FESTEGGIAMENTI IN ITALIA

A Venezia e dintorni i bambini, armati di pentole, coperchi e mestoli, girano per i paesi entrando nei negozi e chiedendo caramelle e dolcetti. In Veneto si preparano i dolcetti di san Martino. Sono biscotti di pasta frolla con la forma del santo a cavallo, armato di spada. A Palermo questi biscotti sono a forma di pagnottella. Vengono inzuppati nel vino moscato di Pantelleria. A Predazzo, in Val di Fiemme, vengono accesi sui fianchi delle montagne i “fuochi di San Martino”. Si tratta di cinque grandi falò costruiti dai ragazzi dei cinque rioni antichi. Ogni rione cerca di far salire le fiamme più in alto rispetto a tutti gli altri. Quando il fuoco si abbassa i ragazzi scendono verso il paese. Accompagnati dai suoni dei campanacci delle mucche e dei corni. Segue una grande festa.

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Testo e foto di Andrea Carnino. Iscriviti alla nostra pagina Facebook L’Agenda News: clicca “Mi Piace” e gestisci impostazioni e notifiche in modo da non perderti più nemmeno una notizia!