Le Barbuire di Condove domenica 11 febbraio al carnevale del Lajetto

Carnevale delle Barbuire

CONDOVE – Le Barbuire di Condove domenica 11 febbraio al carnevale del Lajetto.

LE BARBUIRE DI CONDOVE AL CARNEVALE DEL LAJETTO

Uno dei più autentici e affascinanti carnevali tradizionali alpini sta per tornare, domenica 11 febbraio a Lajetto, borgata montana del comune di Condove, a partire dalle ore 13 con la visita per gruppi della borgata insieme alla presenza dei personaggi tradizionali di questa antica festa: le Barbuire, divisi fra Belli e Brutti che animeranno per un giorno le vie di questo borgo con scherzi irriverenti e baldorie che spesso termineranno con un malore di un brutto, che verrà prontamente rianimato dal Dottore e dal Soldato. Nella seconda fase della manifestazione ci si sposterà nei prati attigui in cui si terrà il rito del sacrificio del gallo (naturalmente finto) per auspicare l’arrivo dell’attesa bella stagione. Si ricorda che per poter accedere alla manifestazione occorre prenotare tramite Watshapp al numero 349.3682025 la propria visita. Possibile anche una camminata da Condove organizzata dalla Pro Loco con partenza alle ore 9,45 dalla piazza del paese, per prenotazioni occorre inviare una mail a: proloco.condove@gmail.com, oppure telefonare al 351.5204966.

LE MASCHERE

I vecchi sono vestiti di stracci, sporchi e malconci per avere un aspetto il più possibile repellente e pauroso. La cosa importante è rendersi irriconoscibili per poter commettere ogni sorta di scherzo! Le coppie più scalmanate possono anche rotolarsi insieme in fango e neve catturando l’attenzione dei presenti. Il soldato porta una divisa della cavalleria, un grande elmo e un foulard scuro, che copre i capelli e scende sotto il collo fino alla giacca. Ha con sè una sciabola da ufficiale e accompagna sempre il medico, scortandolo e portandogli la valigia del pronto soccorso. Il dottore indossa abiti eleganti, mantello nero, una bombetta in testa; in una mano ha un bastone col manico ricurvo e nell’altra la borsa con i medicinali. Gli arlecchini sulla testa hanno un lungo cappello bianco a forma di cono, ornato con una gran quantità di fiori e filamenti di vari colori. La tòta è una signorina elegante, con cappotto e calze non proprio trasparenti. È accompagnata dal monsù, un signore distinto con cappello e cappotto, simbolo della borghesia, e insieme mostrano sempre stizza per gli scherzi scostumati delle coppie di vecchi. Il pajasso è vestito di pelli e imbottito di paglia (in piemontese ”paja”, da cui l’origine del nome), ha l’aspetto di un selvaggio animale.

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