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L’azzurrina comune vive presso stagni, laghi, paludi, torbiere, lanche e fossi Dal libro "Le libellule delle Alpi", Blu Edizioni

L'azzurrina comune, Le libellule delle Alpi, Blu Edizioni

L’azzurrina comune, coenagrion puella, è distribuita nell’Africa nordoccidentale, in gran parte dell’Europa e in Turchia, fino alla Siberia occidentale. Nella regione alpina è una delle specie più diffuse, in particolare sotto i 1000 metri di altitudine. Forma comunemente popolazioni stabili fino a 1500 metri di quota, ma è stata osservata con comportamento riproduttivo fino a quote prossime ai 2000 metri. Mentre oltre tale limite diventa molto rara. È una specie generalista, che si riproduce presso zone umide permanenti con acque ferme o debolmente correnti, spesso assolate e con abbondante vegetazione acquatica e riparia. Frequenta anche acque poco ossigenate e di cattiva qualità. Si rinviene presso stagni, laghi, paludi, torbiere, lanche e fossi. I maschi sono azzurri con bande nere e hanno un disegno nero a forma di U sul secondo segmento addominale. Le femmine in genere sono verdi, meno spesso azzurre e verdi, e hanno il lato dorsale dell’addome bruno scuro. Sia i maschi sia le femmine hanno il bordo posteriore del pronoto che forma tre lobi arrotondati e ampi, con il margine esterno del tutto azzurro nei maschi e di norma verde nelle femmine. I maschi hanno le appendici anali superiori ampiamente separate tra loro a partire dalla base.

LO SVILUPPO LARVALE COMPRENDE 10-11 STADI

Gli adulti trascorrono il tempo tra le piante delle rive, ma ritornano alle raccolte d’acqua per riprodursi, evitando di norma le zone centrali con acqua libera. I maschi non sono territoriali. Le uova vengono deposte dalle coppie in tandem nelle piante acquatiche o nel materiale vegetale morto, e si schiudono dopo 2-5 settimane. Le larve vivono aggrappate alla vegetazione o al detrito grossolano del fondo e sono attive con temperature dell’acqua superiori a 12 °C. Lo sviluppo larvale comprende 10-11 stadi e con clima caldo può concludersi in soli sei mesi, ma più spesso necessita di uno o due anni. Al termine le esuvie sono abbandonate sui fusti delle piante emergenti, a un’altezza compresa tra 2 e 50 cm dalla superficie dell’acqua. L’azzurrina comune è una delle specie più comuni e abbondanti nella regione alpina e non è minacciata. Dimostra una notevole capacità di convivere con le attività umane e diviene rara solo in contesti molto urbanizzati e in raccolte d’acqua artificiali.

Tratto dal libro “Le libellule delle Alpi“, di Matteo Elio Siesa. Blu Edizioni, Torino.