L'associazione Il Ponte di Susa presenta una ricerca sul capoluogo della Valsusa Il volume "Susa nel tempo e nello spazio" verrà presentato sabato 24 febbraio

SUSA – Sabato 24 febbraio alle ore 16, nella sede dell’Università delle Tre Età l’Associazione Culturale Il Ponte presenta una nuova pubblicazione, della lunga collana costruita in questi anni, dal titolo suggestivo: Susa nel tempo e nello spazio. Il volume dito dalla casa Editrice Graffio avrà come corollario un convegno ed un video.

Ne ho parlato con il presidente dell’associazione Giovanni Quaglino, un motorino sempre in movimento verso la ricerca, la storia il gusto del nostro territorio. L’associazione che vanta tra i soci Gemma Amprino, in questi anni ha lasciato una presenza importante in campo editoriale con pregiate opere letterarie, fotografiche e di ricerca.

Di cosa tratterà il convegno?

Nel convegno, si tratterà inizialmente la parte storica, culturale e artistica dell’ antica Susa nel periodo celtico- romano, dando un’occhiata anche al periodo attuale. Successivamente, si cercherà di dare risposta ad una domanda che in molti si pongono: perché la città si chiama Susa?“.

Qual è il punto di partenza?

Si ripartirà dall’antichità, visto che Segusio era il nome originale e dalla sua radice Seg, che secondo una serie di letture significa ‘coraggio’, “forza” e “vittoria”, si è notato che esistono molte altre città che recano uguale radice, tutte sorte nel periodo celtico-romano, in Francia e Spagna, come ad esempio Segodunum e Saguntum“.

Poi?

Nella seconda parte, il convegno analizzerà altri centri urbani che nel corso della loro storia si sono chiamati “Susa”, mettendo in luce le caratteristiche storiche, culturali e artistiche sulla “Susa” tunisina, libica, iraniana e azera, mettendo in evidenza la possibilità, clima politico estero permettendo, di intessere scambi culturali tra queste città e la Susa di Cozio e Adelaide. Tutti temi che verranno trattati nel corso del convegno sono frutto di accurati studi, durati alcuni anni, e costituiscono i capitoli del volume, impreziositi da un’attenta ricerca di immagini delle città prese in considerazione“.

Ci sarà anche un video?

Come terza e ultima parte, verrà inoltre presentato un video, realizzato da Fausto Marzo, nel quale i temi saranno declinati da persone esperte sul passato di queste città, mantenendo in calce la lingua italiana, ma esprimendosi anche in francese e in spagnolo nell’illustrare le città prese in esame, mentre l’inglese verrà utilizzato per descrivere Segusio-Susa e per introdurre le città nord africane e mediorientali“.

E’ vero che tutto questo studio parte da una domanda?

Come ho scritto nell’introduzione, tutto è nato quando ho letto il libro dello storico Bonino sul Castello di Susa. Lui si domandava già: perchè si chiama Susa? Così abbiamo cominciato ad interessarci delle città con la stessa radice e poi di quelle chiamate Susa nel mondo. Ne è scaturito un lavoro che ritengo interessante e nuovo. Vi hanno messo mano, oltre a me, soprattutto Gemma Amprino, Livio Dezzani e Giuliana Giai. Inoltre, ci siamo avvalsi di altri contributi di amici e persone che hanno collaborato a vario titolo. D’altra parte, come Il Ponte, da sempre, favoriamo la sinergia tra diversi soggetti ed associazioni“.