La tradizione resiste: l’AVIS della Valsusa in vetta al Rocciamelone 

VALSUSA La pioggia e le nuvole non hanno fermato la tradizione. Alcune sezioni AVIS della Valsusa si sono ritrovate per il loro consueto incontro annuale sulla vetta del Rocciamelone, a 3538 metri di quota. Nonostante il maltempo abbia limitato la partecipazione, l’evento si è svolto, rafforzando il legame tra i donatori e la montagna che ne è diventata il simbolo. L’AVIS, acronimo di Associazione Volontari Italiani del Sangue, è la più grande organizzazione di volontariato del sangue italiana. Grazie all’impegno dei suoi associati, garantisce circa il 70% del fabbisogno nazionale di sangue, un dato che testimonia l’importanza cruciale del loro operato.

L’AVIS della Valsusa in vetta al Rocciamelone

Il Rocciamelone, che si erge al confine tra la Valle di Susa e la Valle di Viù, è un punto d’incontro non solo geografico, ma anche spirituale, frequentato da escursionisti e pellegrini. La sua sommità, un crocevia per i comuni di Mompantero, Novalesa e Usseglio, ospita il santuario più alto d’Europa, dedicato a Nostra Signora del Rocciamelone. I volontari dell’AVIS hanno raggiunto la vetta per onorare la statua in bronzo della Madonna, realizzata nel 1899, un gesto che ogni anno rinnova l’impegno e la solidarietà che animano l’associazione. L’incontro, seppur in forma ridotta a causa delle avverse condizioni meteo, ha dimostrato ancora una volta la tenacia e la passione dei donatori. Oltre al santuario e alla statua, la cima del Rocciamelone custodisce altre testimonianze storiche, come il Rifugio Santa Maria e un busto di Re Vittorio Emanuele II, che ricorda la sua salita del 1838, quando era ancora principe di Piemonte. La presenza costante dell’AVIS su questa vetta, anno dopo anno, è la metafora perfetta della loro missione: una salita continua, fatta di piccoli passi e grandi sforzi, per supportare la comunità con un gesto di altruismo e generosità.

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