La talpa cieca popola suoli relativamente profondi di prati, pascoli e boschi Dal libro "I mammiferi delle Alpi", Blu Edizioni

Talpa Cieca Blu Edizioni

La talpa cieca a causa delle sue abitudini fossorie presenta importanti adattamenti alla vita sotterranea. Il corpo è cilindrico, con il collo incassato tra le spalle. Gli arti sono corti, con dita munite di potenti unghioni che, unitamente alla particolare struttura ossea e muscolare, favoriscono lo scavo. Il condotto uditivo è in genere chiuso per impedire l’ingresso della terra e viene aperto solo per consentire la ricezione dei suoni. Gli arti anteriori sono larghi e appiattiti con una tipica forma a pala. Poiché sono rivolti verso l’esterno rispetto al corpo determinano un tipico meccanismo di scavo rotatorio. Inoltre in corrispondenza del primo delle 5 dita di ogni arto anteriore si stacca un osso detto falciforme, che aumenta ulteriormente la superficie utile allo scavo. Poiché gli occhi sono molto piccoli e coperti di pelle e pelo, il tatto rappresenta il senso principale. È favorito da strutture sensitive e vibrisse su tutto il corpo, dal muso alla corta coda appuntita, che viene utilizzata come organo esplorativo nel percorrere le gallerie. Il mantello è denso e vellutato, con i peli posti in modo da non ostacolare i cambiamenti di direzione nelle strette gallerie. La colorazione è uniforme, in genere nera con sfumature bluastre o grigiastre, anche se possono rinvenirsi pelami più chiari, fino al giallo dorato e 41 al bianco. Le femmine sono più piccole dei maschi.

LA PALPEBRA RICOPRE GLI OCCHI

La talpa cieca si caratterizza rispetto alla talpa comune per la palpebra che ricopre gli occhi, a sua volta rivestita di pelliccia, per le piccole dimensioni e la struttura esile. Poiché però esiste una forte variabilità geografica dei caratteri morfologici e soprattutto delle dimensioni, per un’identificazione certa è opportuno avvalersi anche di caratteri come la morfologia dei denti e delle ossa del bacino. La lunghezza condilo-basale è compresa tra 29 e 32 mm; il bacino è privo di connessione ossea tra sacro e ischio. È la specie di talpa più frequente in ambienti montani. Dove popola suoli relativamente profondi di prati, pascoli, boschi decidui non troppo secchi e soleggiati, raggiungendo quote molto elevate (2550 metri). Sopporta anche ambienti con suoli poveri, innevati per molti mesi l’anno, dove la più grande talpa europea risulta sfavorita per la scarsità di risorse alimentari.

Tratto dal libro “I mammiferi delle Alpi“, di Laura Canalis. Blu Edizioni, Torino.