La Sacra di San Michele ha bisogno di fondi, il comune propone un coordinamento della Regione La candidatura come bene dell'Unesco

Sacra di San MicheleSacra di San Michele

S.AMBROGIO – L’amministrazione di Sant’Ambrogio non fa mistero dell’interesse legato alla Sacra di San Michele che potrebbe essere volano culturale e sopratutto economico per tutti i comuni d’aera. Un lavoro che la giunta guidata da Fracchia porta avanti da anni. Solo nelle ultime settimane ecco la presentazione della candidatura come bene dell’Unesco e il via all’attività alberghiera e di ristorazione nell’antica Casa Abaziale. Molte idee, tanti progetti ma alla fine mancano, come sempre, i denari. E allora come muoversi? Ne parla Antonella Falchero, assessore in comune e in Unione dei Comuni.

IL COMUNE

Che azioni ha fatto il comune?  Abbiamo avviato un tavolo politico con la Regione, i Padri Rosminiani e i Comuni confinanti con la Sacra di San Michele e le due Unioni dei Comuni Valle Sangone e Valle Susa per un progetto di territorio a favore della Sacra scaturito in due primi concreti impegni contenuti nella Delibera “Comuni per la Sacra” e nel l’inizio del percorso di candidatura della Sacra a patrimonio dell’Unesco”.

I FINANZIAMENTI

Chi dovrebbe coordinare i possibili finanziamenti? “I Padri Rosminiani così come il territorio non possono continuare a lavorare isolati, ma devono trovare nuove sinergie e strette collaborazioni per una gestione ottimale e funzionale della Sacra. Tutte le risorse e le forze vanno messe in comune sotto il coordinamento della Regione visto che si tratta di un bene demaniale e cioè di tutti. I progetti anche di restauro vanno da subito studiati e concordati insieme in partenza: infatti i bandi pubblici europei e regionali così come quelli privati di banche e fondazioni riconoscono molto più punteggio agli interventi proposti insieme alle pubbliche amministrazioni, le sole in grado di intercettare tali risorse come dimostrato nel suo piccolo dal Comune di Sant’Ambrogio che ha potuto reperire 229.000 di contributi per la riqualificazione della via ferrata e la realizzazione dei parcheggi”.

A SANT’AMBROGIO

Quindi? “In questo senso il comune di Sant’Ambrogio sollecita un piano di gestione economica e turistica della Sacra che è un bene demaniale e non privato condiviso e coordinato dalla Regione in tutte le sue fasi e con il territorio : questa è la via giusta per una gestione efficiente della Sacra che non può essere lasciata in capo solo ai Padri Rosminiani non in grado di intercettare da soli i fondi necessari al suo mantenimento”.

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