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La Sacra di San Michele candidata a patrimonio mondiale dell’UNESCO Dario Fracchia: "Un progetto per tutto il territorio, culturale ed economico"

Sacra di San MicheleSacra di San Michele

S.AMBROGIO – La Sacra di San Michele candidata a patrimonio mondiale dell’UNESCO. La riunione di presentazione è nel Palazzo Comunale. Ci sono il sindaco Dario Fracchia e gli architetti Enrico Moncalvo e Stefania Guarini del Polititecnico di Torino. “Per noi è un’occasione importantantissima che si insersce in un più ampio porgetto sulla città sapere che il nostro comune è inserito in così importante progetto culturale ci sprona a lavorare e progettare per il futuro. L’esempio di Torino e della sua nuova vita turistico-culturale deve essere il nostro punto d’arrivo dei progetti“.

LA CANDIDATURA

Il complesso monastico della Sacra di San Michele è stato inserito grazie a una collaborazione tra comune di Sant’Ambrogio e Politecnico di Torino. Tra le otto testimonianze selezionate per rappresentare il fenomeno culturale, architettonico e artistico de “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”. Ecco la candidatura della Sacra a patrimonio mondiale UNESCO. In virtù di una collaborazione iniziata da tre anni in ambito didattico. In particolare sulla singolarità urbanistica del tessuto del centro storico. “A questa esperienza si è pertanto affiancato un protocollo di intesa tra l’Ateneo e il Comune  finalizzato allo sviluppo di ricerche storico-progettuali sul territorio di Sant’Ambrogio. Non solo il caratteristico impianto delle corti medievali e la loro difficile ma suggestiva potenzialità di riuso. Anche altri aspetti peculiari della storia più recente quali l’importante presenza dell’archeologia industriale. Molto ben rappresentata dal Maglificio Bosio”.

LA PROCEDURA

Ha detto l’architetto Monvalvo. “I primi contatti con il Ministero dei Beni Culturali hanno da subito confermato l’opportunità di valorizzare il bene, che infatti era già stato da poco incluso nell’ambito di in una candidatura seriale. Insieme ad altri sette insediamenti benedettini sparsi per l’Italia. Quali testimonianze altamente rappresentative dell’esperienza monastica nel mondo occidentale. Si tratta nell’insieme di un patrimonio di grande valore culturale, che merita di essere inserito nella lista dei beni patrimonio dell’umanità per la sua straordinaria rilevanza nella formazione dell’Europa. Nel consolidamento e nella trasmissione dei suoi valori culturali e  nella caratterizzazione del paesaggio medievale. Tra oltre 160 insediamenti benedettini sparsi in tutta Italia“. Il processo di candidatura ha già superato il primo stadio. L’inserimento del sito nella “tentative list”. E’ la lista propositiva italiana dei beni da candidare; il documento per l’inserimento in Tentative List.

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