VALSUSA – La storia del Movimento No TAV in Valsusa nasce alla fine degli anni Ottanta nel periodo del completamento del raddoppio della linea ferroviaria Torino-Modane nel tratto tra Bussoleno e Bardonecchia. Adesso il binario di salita è su di un tracciato completamente nuovo e La Stampa riassume questo nuovo scenario nel titolo con cui annuncia l’evento: “Ora il treno sfreccerà in Alta Val di Susa a 140 chilometri all’ora”. Poi il quotidiano di Torino annuncia la proposta francese di estendere all’Italia i collegamenti del suo treno passeggeri ad Alta Velocità. Attraverso un tunnel ferroviario di base al Monginevro, che viene preferito alla storica direttrice del Moncenisio. Pochi giorni dopo, il giornale pubblica una intervista al direttore del compartimento ferroviario di Torino, che replica in modo esplicito. “Parigi non vale un TGV”. Il dirigente, appena andato in pensione, commenta. “L’importante è arrivare a Modane in un’ora e lo si può già fare con alcuni interventi sulla linea attuale. Con la caduta delle barriere doganali, Parigi sarà a 5 ore e mezza. Non vale la pena di spendere migliaia di miliardi di lire per risparmiare 90 minuti di viaggio. Bisogna piuttosto pensare a migliorare il nodo di Torino ed eliminare la strozzatura che ci penalizza da decenni”.
L’idea della TAV in Valsusa ad un convegno a Torino
Il governo francese continua ad invitare l’Italia a collegarsi alla sua rete di treni passeggeri ad Alta Velocità. Ma le amministrazioni piemontesi non mostrano entusiasmi e la grande stampa relega la notizia in spazi modesti. La svolta avviene il 18 settembre del 1989 alla Fondazione Agnelli. Nell’imminenza dell’incontro tra i ministri dei Trasporti italiano e francese, l’associazione Tecnocity organizza un convegno di “politici ed esperti”. Presenta il progetto francese di costruire una linea TGV tra Torino e Lione con una galleria di 50 chilometri sotto il Moncenisio. Grazie alla diretta partecipazione di Umberto Agnelli, l’idea riscuote i primi consensi. L’interesse delle Ferrovie dello Stato comunque è ancora modesto. Anche perché in questo momento i programmi per una rete ferroviaria ad Alta Velocità non godono dei favori della direzione generale. Così il dibattito cresce ed a dicembre, il settimanale Luna Nuova dedica un ampio servizio alle notizie. “Un futuro ad Alta Velocità”, che diventerà un argomento di discussione nel prossimo vertice tra Italia e Francia. Si prevedono due fasi. Prima, una velocizzazione della linea con il treno Pendolino ad assetto variabile che può utilizzare la linea esistente. Poi la realizzazione di una nuova linea ad Alta Velocità. Per la quale i costi di realizzazione potrebbero arrivare a 80 miliardi di lire al chilometro.
































