SUSA – La lunga storia dell’Asilo Infantile Principe Umberto di Susa. Nelle “provincie di terraferma” del Regno di Sardegna nel 1850 c’erano 61 asili infantili che ospitavano 8.548 alunni. Gli annuari dell’epoca ci dicono che in quel 1850 ogni bambino ospitato negli asili era costato in media 24 lire all’anno. La bella storia degli asili infantili era cominciata giĆ vari anni prima del ricordato 1850. Nacquero sotto l’impulso e secondo le idee di uomini come Cesare Alfieri di Sostegno, Carlo Boncompagni di Mombello, di Roberto D’Azeglio, fratello maggiore di Massimo, di Luigi Des Ambrois de Nevache. Sorgono negli anni 1839-1850 i primi asili ai quali si accompagnano scuole elementari, scuole magistrali femminili per formare le maestre delle quali vi era tanto e urgente bisogno soprattutto per le classi delle bambine. L’educazione infantile, dunque, da non mosse i primi passi oltre un secolo e mezzo fa. All’inizio degli anni 1870 il sindaco di Susa, notaio Giovan Battista Garino, poteva tenere una pubblica relazione sull’asilo cittadino in funzione da poco.
DUE MAESTRE
All’inizio, nell’asilo di Susa che aveva sede nell’ex Convento dei Cappuccini, c’era una Maestra e una Sotto-Maestra. “Che giusta i mezzi ed i bisogni dello stabilimento sarĆ giudicato necessario“. Per statuto, alla maestra e alle sotto-maestre erano affidate “la custodia, l’istruzione e l’educazione dei fanciulli e la disciplina interna dell’Istituto“. Nel bilancio del 1869-1870 le due maestre avevano complessivamente uno stipendio di lire 606,70; nel 1871 L. 840 e altrettanto negli anni 1872 e 1873. Secondo lo Statuto tutti gli incarichi direttivi e amministrativi erano gratuiti. CioĆØ non comportavano “assegnamenti o remunerazioni di sorta sul bilancio dell’Asilo“. Ma oltre all’educazione era importante badare alla salute fisica dei bambini. A questo proposito. “La sperimentata caritĆ di tutti i Medici che eserciscono in questa CittĆ la nobile loro professione, formano valido pegno che essi non ricuseranno di prestare la gratuita loro opera per quanto riflette lo stato di salute dei fanciulli raccolti nell’asilo…”.

IL NUOVO ASILO
La citta di Susa volle un moderno edificio per l’Asilo infantile. Che fosse “un’altra sede egualmente acconcia ed opportuna“. A Susa, sul problema dell’asilo, per mettere d’accordo le varie parti, trattare, ricercare, risolvere le situazioni di varia natura ci vollero circa tre anni e mezzo dalla presentazione del progetto. Naturalmente si era identificata l’area adatta. In centro, a due passi dalla Chiesa del Ponte e dalla Dora, si poteva acquistare una proprietĆ . C’era da demolire il vecchio ed edificare uno nuovo. Tutto ciò sotto l’egida autorevole di un decreto reale. Il Comune di Susa aveva provveduto ai primi adempimenti e per avere buone carte in mano aveva dato incarico all’ingegner Vincenzo Soldati di Torino di elaborare un progetto. Il preventivo di spesa al 1° luglio del 1882 era di 51mila lire.

LA FESTA
I lavori di costruzione si conclusero in luglio, come previsto. Le verifiche e i controlli delle autoritĆ comunali e sanitarie diedero esito positivo. Dunque si poteva utilizzare l’asilo nuovo per l’inizio dell’anno scolastico 1894-1895. Si era giĆ persino provveduto per il giardino con l’acquisto di 18 piantine di “castagno d’India” presso l’orticoltore Negro Stefano di Alpignano. Il quale aveva richiesto L. 3 caduna; poi la trattativa si concluse a L. 2,50 “rese alla stazione di partenza”. L’inaugurazione risulto degna dell’avvenimento importante per la citta, secondo i “pubblici festeggiamenti deliberati dalla Giunta comunale“. Però senza nessuna esagerazione. Una bella festa per tutti, per il giusto orgoglio cittadino di avere una casa moderna di zecca per l’educazione dei più piccoli.
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