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domenica, 14 Dicembre 2025

In Valsusa c’è la migrazione degli stambecchi sotto il Rocciamelone

VALSUSA – Uno studio recente, pubblicato sul Journal of Animal Ecology alla fine di marzo 2025, ha analizzato le abitudini migratorie stagionali dello stambecco alpino in relazione ai cambiamenti climatici. La ricerca, condotta su scala alpina, ha incrociato i dati di 406 stambecchi dotati di radiocollare con le condizioni climatiche dei loro habitat. L’obiettivo principale dello studio era valutare la capacità di resilienza dello stambecco ai cambiamenti climatici, una specie adattata a specifiche condizioni ambientali ora alterate dal riscaldamento globale. La ricerca ha analizzato le migrazioni stagionali dell’ungulato, che si sposta dai siti di svernamento a bassa quota ai pascoli estivi in alta quota. I ricercatori hanno utilizzato dati GPS per tracciare i movimenti degli stambecchi, combinandoli con informazioni sulla copertura nevosa, la crescita della vegetazione e le condizioni meteorologiche. Lo studio ha anche beneficiato della collaborazione delle Aree Protette Alpi Cozie, che hanno fornito dati su 16 stambecchi monitorati nei parchi naturali Orsiera Rocciavré e Val Troncea e nella ZSC Rocciamelone, nell’ambito del progetto Alcotra Lemed Ibex.

La migrazione degli stambecchi in Valsusa

I risultati indicano che la migrazione primaverile è principalmente influenzata dai picchi di crescita della vegetazione, con un contributo minore di temperatura e copertura nevosa. Le femmine sono particolarmente sensibili al calendario riproduttivo, che le spinge a raggiungere i siti estivi indipendentemente dalle condizioni ambientali. La migrazione autunnale, invece, è maggiormente determinata dalla presenza di neve al suolo. Gli scenari climatici dell’IPCC prevedono un anticipo della fusione della neve, il che potrebbe richiedere agli stambecchi di anticipare le loro migrazioni primaverili. I maschi sembrano più adattabili a questi cambiamenti, mentre le femmine potrebbero avere un minor successo riproduttivo se raggiungono i pascoli estivi troppo tardi.

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