BORGONE – È stato consegnato in questi giorni nelle librerie la “Storia delle valli di Susa. Dall’Unità d’Italia agli anni Settanta del Novecento” terzo volume del progetto “Terra di confine. Percorsi tra storia e arte delle valli di Susa”. Edito dalle Edizioni del Graffio di Borgone. Anche questo volume si articola in una serie di saggi che offrono sia dei percorsi di sintesi sui principali aspetti istituzionali, economici, sociali, demografici, militari e religiosi. Sia la trattazione di alcuni temi più specifici che presentano una significativa esemplarità. Dall’Italia unitaria alle lotte operaie degli anni Settanta del Novecento, passando per il Fascismo e la Resistenza; dallo sfruttamento delle risorse naturali (acqua e cave di marmo e gneiss) alla nascita (e al declino) industriale degli opifici del secondo Ottocento, al sistema delle Cooperative.
GLI ARGOMENTI
Poi dalle vicende belliche nel Vallo Alpino durante i due conflitti mondiali e il ruolo degli Alpini alla nascita e sviluppo della scuola popolare, al dibattito sui giornali locali delle borghesie segusine di fine Ottocento. Poi l’emigrazione e il ruolo della Chiesa locale nella società contemporanea. Quattordici autori ovvero storici professionali, studiosi e ricercatori locali con la supervisione scientifica del CRISM (Università di Torino). Per risponde tanto all’interesse dell’appassionato di storia locale quanto all’esigenza del ricercatore di appoggiarsi su riferimenti di base acquisiti per volgersi a indagini più specifiche.
IL VOLUME
“Connubio a cui tenevamo molto e che ha dato buoni risultati – ci dicono i curatori Piero Del Vecchio e Dario Vota. “Mentre si è fatto ricorso a soli studiosi locali per qualche aspetto della storia contemporanea ancora poco esplorata dagli storici professionali, dalle Università e dagli Istituti di ricerca. Non è stato facile mettere insieme tante professionalità e, soprattutto, raccordare le competenze e le sensibilità di ciascuno in un progetto comune. Il terzo volume è stato il più difficile, ma la collaborazione con l’Università di Torino, l’Istituto di Storia della Resistenza (Istoreto) e il CRISM è stata fondamentale per la qualità del prodotto finale”.
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