Il vespertilio maggiore caccia per 4-5 ore nel corso della notte Dal libro "I mammiferi delle Alpi", Blu Edizioni

Il vespertilio maggiore, Blu EdizioniI mammiferi delle Alpi, Blu Edizioni

Il vespertilio maggiore (Myotis myotis) è un espertilionide di grande taglia. Ha un muso abbastanza pronunciato, con orecchie lunghe e trago con una piccola macchia nera sulla punta. La pelliccia è bruna o bruno-rossastra sul dorso. Mentre sul ventre è biancastra con sfumature giallognole soprattutto sulla gola e verso i lati del collo. I giovani sono più scuri e grigiastri. La specie predilige le quote minori, ma può spingersi sino a 2000 metri nelle vallate calde. Può compiere spostamenti di una cinquantina di chilometri tra i quartieri estivi e quelli invernali. Prevalentemente stanziale, sono però documentati episodi migratori fino a distanze di centinaia di chilometri. È presente in ambienti forestali con sottobosco rado, in aree aperte con prati, pascoli e coltivi, purché non distanti da zone boscate. L’attività di caccia si svolge in ambienti aperti per 4-5 ore nel corso della notte, evitando le aree coperte da ricca vegetazione. Perlustra campi, prati appena sfalciati, frutteti e boschi a un’altezza di 1-2 metri dal terreno, su cui il vespertilio maggiore si posa per afferrare le prede, aiutato dall’udito e dall’olfatto.

LE NURSERIES SONO COMPOSTE DA PARECCHIE CENTINAIA DI PICCOLI

La dieta del vespertilio maggiore è composta principalmente da grossi coleotteri, da centopiedi, ragni e altri artropodi catturati a terra. O da grandi insetti ghermiti in volo a 5-10 m di altezza. Gli artropodi di grandi dimensioni possono essere sgranocchiati appendendosi a un sostegno. I fabbricati, in particolare i sottotetti, vengono utilizzati sia come rifugio estivo per il riposo sia per le nurseries. Ma vengono scelte anche cavità sotterranee e, per individui isolati, cavi negli alberi e bat box. I roosts estivi possono essere divisi con altre specie di chirotteri, come il vespertilio minore o il miniottero di Schreiber. Le nurseries sono costituite anche da parecchie centinaia di individui. Le madri che escono a caccia affidano in custodia il loro nato ad altre femmine, che controllano gruppi di piccoli. Ad agosto le nurseries vengono abbandonate e gli animali cominciano a radunarsi in ambienti sotterranei con elevato tasso di umidità per svernare. Durante questo periodo si possono contare negli ibernacoli alcune centinaia di individui, che pendono dai soffitti o dalle pareti. Oppure si infilano in spacchi piuttosto ampi.

Tratto dal libro “I mammiferi delle Alpi“, di Laura Canalis. Blu Edizioni, Torino.