Il valore dei territori rurali e di montagna: le Green communities Piano di Ripresa e Resilienza, Uncem: ci sono le Green communities

TORINO – Piano di Ripresa e Resilienza, Uncem: ci sono le Green communities, come proposto da Uncem. “Ieri il Ministro Cingolani ha annunciato in Conferenza Unificata che nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza ci saranno le ‘Green communities’. Cioè l’attuazione di quanto era stato scritto nella legge sulla green economy 221/2015, articolo 72. Andranno a braccetto con le ‘isole verdi’. Perché le Green communities sono la montagna di oggi e di domani, secondo un modello costruito e proposto da Uncem per il PNRR, sin dal 2010“. Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

LE GREEN COMMUNITIES

La Strategia nazionale delle Green communities che verrà attuata con il Recovery Plan italiano individua il valore dei territori rurali e di montagna. I quali intendono sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono. Tra cui in primo luogo acqua, boschi e paesaggio. E aprire un nuovo rapporto sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane. In modo da poter impostare, nella fase della green economy, un piano di sviluppo sostenibile non solo dal punto di vista energetico, ambientale ed economico. Nei seguenti campi:

  • gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale, anche tramite lo scambio dei crediti derivanti dalla cattura dell’anidride  carbonica, la gestione della biodiversità e la certificazione della filiera del legno;
  • gestione integrata e certificata delle risorse idriche;
  • produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano;
  • sviluppo di un turismo sostenibile, capace di valorizzare le produzioni locali;
  • costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna;
  • efficienza energetica e integrazione intelligente degli impianti e delle reti;
  • sviluppo sostenibile delle attività produttive;
  • integrazione dei servizi di mobilita’;
  • sviluppo di un modello di azienda agricola sostenibile che  sia anche energeticamente indipendente attraverso la produzione e l’uso di energia da fonti rinnovabili nei settori elettrico, termico e dei trasporti.

LA STRATEGIA

È finalmente una Strategia forte per territori, pienamente nella transizione ecologica, oltre steccati e confini. Guardando ai territori montani in forte dialogo con le aree urbane. Puntando su risorse del territorio e valorizzazione organica con le comunità protagoniste. – precisa Bussone – Proseguiamo e concretizziamo un decennio di lavoro, potenziandolo e rilanciandolo in tutto il Paese. Con un programma che Francia e Germania già hanno guardato con particolare interesse”. 

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