Il sindaco di Giaveno Stefano Olocco “Più di cento associazioni sono il cuore della città che cresce ogni anno”

GIAVENO Stefano Olocco, 36 anni, prima vice sindaco adesso sindaco di Giaveno. Tessera della Lega guida una giunta civica. Con lui si parla di alcuni aspetti che non sono solo in primo piano. Un’immagine: com’è il Comune oggi, come sono i cittadini? Come immagine vorrei scegliere quella di una piazza piena: le persone si incontrano e stanno insieme. La maggior parte della popolazione è contenta di vivere in una città a misura d’uomo, con tanti servizi e tanta vita sociale. Sono gli stessi che rivendicano con orgoglio “Vivo a Giaveno”. Lo dimostrano anche i dati dei continui arrivi di nuovi residenti, tra i 100 e i 200 all’anno: segno che le persone, soprattutto le famiglie, scelgono di venire ad abitare a Giaveno, perché trovano un ambiente in cui stare bene, adatto alle famiglie, con tanti parchi, aree gioco e impianti sportivi. C’è poi una seconda categoria, quella degli eterni scontenti, che per fortuna sono una percentuale molto bassa, ma che fa molto rumore, specie sui social.

L’associazionismo a Giaveno

L’associazionismo in paese è presente in modo attivo? Quali sono i vantaggi di avere una rete di solidarietà e attività? L’associazionismo è il cuore pulsante della nostra città: ci sono oltre un centinaio di associazioni, di cui molte si occupano di sport. Sono fondamentali per offrire aggregazione, aiuto, servizi, cura del territorio e anche divertimento. Voglio ringraziare tutti coloro che spendono parte del loro tempo libero per dedicarlo alla collettività, organizzando eventi, vigilando sul territorio, creando opportunità per stare insieme in modi diversi, o ancora dedicandosi alle persone più fragili. Vanno a coprire alcune grosse mancanze, si inseriscono negli spazi in cui il Comune non può o non riesce ad agire. Ben vengano le associazioni! Proprio per questo motivo le supportiamo in tutti i modi possibili: con la disponibilità delle sedi sociali, con l’organizzazione insieme di alcuni eventi, con dei contributi specifici.

Essere amministratore vuol dire confrontarsi tutti i giorni con la burocrazia, è un ostacolo davvero così grande per mettere in pratica le idee? A volte dal momento in cui si ha un progetto a quando lo si vede realizzato può passare molto tempo. L’amministratore deve guardare al lungo periodo e non deve avere fretta. Il mio predecessore ha visto realizzate alcune opere pubbliche nel suo ultimo anno di mandato, il decimo, quando le aveva ipotizzate nel primo. Per molte cose, specie nel settore dei lavori pubblici, c’è davvero tanta burocrazia, ma è da riconoscere che essa nasce su basi giuste: favorire il controllo della legalità. Bisogna forse essere un po’ testardi, tenaci nel portare avanti le cose e insistere quando si sa di essere nel giusto. È anche vero che molti uffici pubblici di diversi enti hanno perso negli anni tante unità di personale, per cui capisco anche a volte i ritardi che si accumulano.

Il patrimonio comunale

Come gestite e investite nel patrimonio comunale, ci sono esigenze più urgenti o lavori che verranno avviati nel prossimo futuro? Devo dare atto al sindaco precedente, Carlo Giacone, di aver praticamente rimesso a nuovo quasi tutto il patrimonio comunale, che necessitava di manutenzione da molti anni prima del suo arrivo. Le scuole sono praticamente tutte nuove, gli edifici di proprietà comunale anche. Per due di essi, il rifugio La Madlena e il San Roch, ho fatto partire nei primi mesi del mio mandato i bandi di concessione, per vederli di nuovo aperti a breve. I grandi investimenti del futuro riguardano la riqualificazione dell’ex Municipio in via XX Settembre, che sta procedendo, e la partenza dei lavori in via Coazze nel deposito Martoglio, quando sarà spostato. Sono in via di definizione altri investimenti importanti quali l’ampliamento del Palazzetto, la riqualificazione del campo del Pacchiotti e molti altri più piccoli come ad esempio parcheggi di borgata e diversi tratti di asfaltature da realizzare principalmente nelle borgate.

Come amministrazione sareste d’accordo ad unirvi ad altri comuni vicini per creare delle realtà più ampie? Esiste già l’Unione dei Comuni Val Sangone che a parer mio può fare molto di più, unendo davvero funzioni e servizi, in aiuto ai sei comuni che la compongono. Se si riuscisse a delegare all’Unione alcuni lavori che sono meglio se svolti a livelli più grandi di area e popolazione, e se soprattutto le si potesse conferire una funzione di progettazione per andare ad intercettare finanziamenti, si potrebbero avere prospettive importanti per il nostro territorio. Detto ciò, ritengo che ogni Comune abbia storicamente la sua ragione d’esistere e che più l’amministrazione è vicina ai cittadini più riesce ad intercettarne i bisogni, quindi non credo sia necessario creare ex-novo realtà più ampie.

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