Il Referendum: con meno deputati si risparmia davvero?

Studio Golia

GIAVENO – Qualche concittadino mi chiede delucidazioni sulla riforma costituzionale, sul Referendum. Sicuramente suggestiva sul piano della comunicazione. Si pensi all’attaccamento della poltrona di tutte le forze politiche. Un’iniziativa alimentata dalla demagogia populista, senza essere accompagnata in origine dalle necessarie misure di collegamento come ad esempio una riforma della legge elettorale che consenta una più equilibrata composizione delle aule parlamentari a rango ridotto. La proposta di una nuova legge elettorale (proporzionale) era stata proposta su iniziativa del Presidente della Commissione Affari costituzionali, ma la riforma costituzionale, era giĆ  stata definitivamente approvata ma, la proposta di una nuova legge elettorale, era più orientata a consolidare la maggioranza governativa, dato che la stessa, dava ulteriori segnali di cedimento, che a compensare i disequilibri causati dalla riduzione del numero dei parlamentari.

IL DISEGNO DI LEGGE

Il disegno di legge costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, ha superato l’approvazione al Senato il 7 febbraio 2019, poi il 9 maggio quella della Camera e l’11 luglio la seconda lettura al Senato. Con la caduta del primo governo Conte e la nascita del secondo esecutivo della legislatura, lo stesso governo, ha dato luogo alla continuitĆ  della maggioranza, impegnandosi a portare a compimento l’iniziativa che in data 7 ottobre (quarta votazione) ha raccolto un consenso quasi unanime anche con il sostegno del Pd che nelle tre votazioni precedenti si era opposto alla riforma. Risulta errato il metodo con il quale si ĆØ giunti alla riforma costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari sbandierando l’argomento della lotta alla casta, facendo leva mediatica su un risparmio di cento milioni l’anno su una spesa pubblica di ottocento miliardi. Andrea Golia

Andrea Golia

LA DEMOCRAZIA?

Senza pensare alle conseguenze e senza porsi il problema dei correttivi alla forma di governo e dei necessari adeguamenti alla legge elettorale delle due Camere. Sarebbe opportuno che le forze politiche, ripassassero la Legge n. 1102 del 1948 modificata dalla Legge n. 1261 del 1965. Veniva stabilita ai parlamentari un’indennitĆ  composta da una quota fissa mensile e da una diaria quale rimborso spese stabilito dagli Uffici di Presidenza delle Camere. Tale riforma porterĆ  un attacco culturale, politico ed istituzionale alla democrazia parlamentare, portando alla perdita della centralitĆ  delle istituzioni della democrazia rappresentativa.

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