
GIAVENO – SANT’ANTONINO DI SUSA – Il Commercialista informa. Regime contabile forfettario, semplificato, ordinario: quale scegliere? Il passaggio da un regime fiscale allāaltro avviene allāinizio dellāanno. Non ĆØ, infatti, possibile, eseguire tale operazione nel corso dello stesso. Si tratta di un a scelta imposta o volontaria. Il titolare di partita iva, decide di cambiare regime fiscale per ragioni economiche e di convenienza. La scelta imposta, invece, ĆØ legata alle cause di esclusione durante lāanno, come il superamento del limite dei ricavi previsto dal Regime Forfettario, pari a 65.000 euro. La prima azione concreta a testimonianza del passaggio da regime forfettario a regime ordinario ĆØ la compilazione della prima fattura, in linea con i requisiti e le regole previste dal Regime Ordinario semplificato.
ESEMPIO
Soggetto titolare di partita IVA in regime forfettario. Totale dei ricavi nellāarco del 2020 pari a 70.000,00 euro. A settembre 2020 il totale dei ricavi ĆØ pari a 66.000 euro (giĆ superiore alla soglia dei 65.000 euro). Da gennaio 2021 il soggetto ĆØ obbligato a passare al regime ordinario. Principali caratteristiche del Regime Ordinario semplificato. Le differenze tra il Regime Forfettario e il Regime Ordinario semplificato sono diverse. La prima riguarda il limite dei ricavi, secondo quanto segue:
- 400.000 euro in caso di prestazioni di servizi
- 700.000 euro negli altri casi
Il limite di 700.000 euro vale sia come tetto complessivo che come limite per le altre attivitĆ diverse dalle prestazioni di servizi. Se il contribuente svolge contemporaneamente attivitĆ di prestazione di servizi ed altre attivitĆ , la verifica del limite, avviene sullāattivitĆ prevalente. Le caratteristiche del Regime Ordinario semplificato.
1) il reddito imponibile si definisce dalla differenza tra i ricavi e i costi conseguiti nel corso dellāanno.
2) lāIrpef si versa sulla base del reddito imponibile a scaglioni, oltre allāeventuale Irap e alle addizionali regionali e comunali.
3) un eventuale reddito da dipendente o da pensione, si somma a quello derivante dalla partita iva.
4) si ĆØ tenuti a versare i contributi previdenziali.
5) in fattura occorre applicare lāIVA e (la ritenuta dāacconto se professionisti)
6) si ĆØ obbligati a emettere le fatture elettroniche
LE IMPOSTE
Le imposte da versare? A prescindere che si tratti di un libero professionista o un artigiano-commerciante, in regime ordinario semplificato occorre versare lāIrpef. La percentuale da versare varia in proporzione diretta al valore del reddito imponibile. Attualmente, le percentuali degli scaglioni Irpef per il regime ordinario semplificato a cui fare riferimento sono le seguenti:
- 23% per redditi fino a 15.000 euro
- 27% per redditi da 15.001,01 a 28.000 euro
- 38% per redditi da 28.001,01 a 55.000 euro
- Ā 41% per redditi da 55.001, 01 a 75.000 euro
In caso di reddito da lavoro dipendente o da pensione, oltre a quello da partita iva, questo occuperĆ i primi scaglioni del reddito. Il reddito prodotto dallāattivitĆ con partita iva, dunque, sarĆ soggetto alle percentuali di tassazione maggiori. Eā possibile che il soggetto titolare di partita iva sia tenuto a versare anche lāIrap, pari al 3,90% del reddito, e le addizionali regionali e comunali (Lāimporto, può variare dal 2 al 3%). Il Regime forfettario prevede unāunica imposta sostitutiva pari al 15% (in alcuni casi 5%) indipendentemente dal reddito prodotto. Il Regime Ordinario semplificato prevedere unāaliquota Irpef variabile sulla base del reddito prodotto.
I CONTRIBUTI
I contributi previdenziali? Nel passaggio da regime forfettario a regime ordinario semplificato, ci sono regole anche per i contributi previdenziali. I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS sono tenuti a versare il 25,98% del reddito derivante da Partita Iva. Se contestualmente si ha anche un lavoro dipendente o un reddito da pensione, lāaliquota applicata sarĆ del 24%. Gli artigiani e i commercianti iscritti in Camera di Commercio invece, sono tenuti a versare i contributi previdenziali direttamente alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, secondo quanto segue:
- contributo fisso di circa 3.850 euro lāanno su una base di reddito compreso tra 0 e 15.953 euro
- per redditi superiori a 15.953 euro, occorre versare i contributi fissi e una parte variabile, corrispondente al 24% dellāeccedente il minimale.
Occorre, inoltre, precisare che se nel regime Forfettario ĆØ stata richiesta la riduzione di contributi INPS del 35%, il passaggio da regime forfettario a regime ordinario semplificato farĆ perdere la suddetta agevolazione. E, in caso, di nuovo accesso al forfettario lāanno seguente, non sarĆ possibile beneficiare della stessa riduzione.
LO STUDIO
Lo studio ha come obiettivo lāofferta di servizi di alta qualitĆ e lo persegue con una progettualitĆ fondata sullāattenzione alle reali necessitĆ dei clienti. Con un interscambio professionale continuo con altri professionisti e costante aggiornamento dellāorganizzazione dei clienti stessi. Attraverso la diffusione di moduli, circolari ed approfondimenti. Queste finalitĆ sono raggiungibili grazie ad un network interprofessionale che, pur nelle specifiche competenze di ogni suo componente. Opera con modalitĆ integrate e continui interscambi per ogni singola attivitĆ . Visionando il sito dello studio GoliaĀ www.studiogolia.it, potrete visionare le nostre aree di intervento.























