Il Cantiere TAV può portare risorse per la sanità in Valsusa? Plano critica Dall’Occo La dottoressa ha sostenuto che la realizzazione del TAV potrà essere l'occasione per migliorare le strutture sanitarie

SUSA – Cantiere TAV e sanità. Polemica tra il gruppo d’opposizione in Consiglio Comunale a Susa contro la nuova dirigente Franca Dall’Occo. Al gruppo composto da: Alessandra Brezzo, Antonita Fonzo, Massimo Chianello e Sandro Plano, non è piaciuto l’intervento della dottoressa sul TAV. La dottoressa ha sostenuto che la realizzazione del TAV potrà essere l’occasione per migliorare le strutture sanitarie sul territorio. Quindi non solo lavoro e nuove opportunità di crescita ma anche conseguente sviluppo dell’area ospedaliera e di assistenza medica. Una tesi che il gruppo di Plano contrasta vivacemente. “Ci spiace di non poter condividere questa tesi che stride con gli argomenti che la maggioranza degli Amministratori della Valle di Susa ha sostenuto e sostiene in questi ultimi anni. Gli investimenti sulla sanità, sull’assetto idrogeologico, sulle scuole, sulle rotonde e sui trasporti non devono essere una compensazione dei disagi indotti dalla costruzione di una nuova linea ferroviaria. Devono essere assegnati al territorio sulla base dei bisogni, qui come in qualsiasi altra parte d’Italia. Stride anche l’equazione sottintesa: più cantieri, più incidenti, più danni alla salute, soluzione: più ospedali“.

SULLA SANITA’ IN VALLE

Scrivono ancora. “I rapporti con chi destina le risorse per offrire un servizio sanitario decente non devono essere condizionati dalla realizzazione di una ferrovia. Le norme e le attenzioni in tema di sicurezza sul lavoro. Dovrebbero impedire incidenti nei cantieri e questi non dovrebbero causare malattie agli abitanti della Valle. Concorderà certamente con noi sul fatto che prevenire sia meglio che curare. Ma, oltre a questo assioma, vale anche quello secondo cui le compensazioni debbano riguardare i disagi e non i diritti delle popolazioni”.

SULL’OSPEDALE

“L’Ospedale di Susa negli anni ha subito una dolorosa riduzione di ruolo, con la chiusura del punto nascite, ed è stato classificato come struttura semplice di area disagiata. Sono rimasti attivi un pronto soccorso h24 e i reparti di chirurgia, medicina, anestesia, radiologia, ortopedia e traumatologia, sulla base di un accordo tra ASLTO3 e i Sindaci della Valle di Susa sottoscritto il 12 marzo 2015, documento aggiornato il 21 marzo 2019 con il Patto per la salute e con una successiva integrazione alla luce dell’emergenza Covid-19”. Il tema era già stato dibattuto a lungo in Consiglio Comunale. Una dichiarazione al voto era stata motivo di acceso dibattito tra amministrazione e opposizione. Certamente l’Ospedale di Susa, durante e dopo l’emergenza Covid, sarà ancora campo di confronto.

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