I reportage “Venerdì dal Sindaco” proseguono con il primo cittadino di Condove, Jacopo Suppo Iniziativa della Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino

CONDOVE – I reportage “Venerdì dal Sindaco” proseguono con il primo cittadino di Condove, Jacopo Suppo. Questa settimana prosegue con l’intervista al primo cittadino di Condove, Jacopo Suppo, la rubrica “Venerdì dal Sindaco” che, per iniziativa della Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e i territori della Città Metropolitana, propone reportage televisivi e interviste ai primi cittadini dei piccoli Comuni nel canale “YouTube” dell’Ente. Per vedere i filmati e i reportage fotografici del “Venerdì dal Sindaco” basta andare sul portale Internet della Città Metropolitana di Torino alla pagina. I filmati vanno anche in onda sull’emittente interregionale Telecupole, il venerdì alle 20,40, il sabato alle 14,30 e la domenica alle 18,40. Nell’ultimo numero della rivista settimanale della Città Metropolitana “Cronache da Palazzo Cisterna” si può leggere il reportage da Condove; basta andare nel portale della Città Metropolitana alla pagina. Per scaricare le immagini della fotogallery.

A CONDOVE, SULLE TRACCE DI CARLO MAGNO, TRA STORIA E LEGGENDA

Tra Caprie e Condove, i resti di un castello su di un’altura che domina la valle raccontano storie e leggende ricche di fascino. Il luogo ha una scenografia unica, costruita intorno ad un masso che riporta la scritta “su questo dosso roccioso plasmato nei millenni dal ghiacciaio quaternario valsusino Carlo Magno re dei Franchi sostò con i suoi condottieri nel 773 dopo Cristo dopo la battaglia delle Chiuse d’Italia che pose fine al secolare regno dei Longobardi e segnò l’inizio del Sacro Romano Impero”. Le fonti storiche indicano la presenza all’interno del perimetro di un granaio, una grangia, una stalla, una cappella, una residenza signorile e una torre e tutto parla di un sistema di difesa, forse collegato allo scontro tra Carlo Magno e Desiderio re dei Longobardi tra il 771 e il 774 alle Chiuse. Oggi è luogo di cultura e nei progetti del Sindaco di Condove Jacopo Suppo nell’estate 2022 sarà sede suggestiva di presentazioni e spettacoli.

79 FRAZIONI

Condove conta ben 79 frazioni ed ha un territorio vastissimo, con realtà locali vive e vitali. Come ad esempio la soleggiata Mocchie, dove sul piazzale della imponente chiesa dal 1993 svetta un monumento dedicato ad una figura femminile, realizzato dallo scultore Tarcisio Manassie. Voluto dall’allora Provincia di Torino, che lo dedicò alla civiltà alpina contadina e femminile. Rappresenta infatti una donna curva sotto il peso di una gerla, a simboleggiare il peso, la fatica e il sacrificio della gente di montagna. Oggi i residenti nelle borgate montane di Condove sono meno numerosi di un tempo. Ma il sindaco Jacopo Suppo conferma che negli ultimi anni la tendenza allo spopolamento non solo si è fermata, ma durante la pandemia si sono registrati casi di giovani coppie che hanno scelto di tornare a vivere proprio in montagna.

LE OFFICINE MONCENISIO

In passato due delle maggiori frazioni, Mocchie e Frassinere, erano Comuni autonomi e lo rimasero fino al 1936 quando i tre paesi vennero accorpati per loro stessa richiesta e su suggerimento della Prefettura, probabilmente a causa del dissesto finanziario che li colpì dopo la costruzione della strada che doveva unire le tre località e avvicinare le due più lontane alla stazione. Condove infatti godeva i benefici delle Officine Moncenisio attive da inizio secolo come Società Anonima Bauchiero e assorbì gli altri due Comuni con i loro debiti. La fabbrica divenne il centro del nuovo sviluppo industriale del paese che attirò maestranze non solamente dalla montagna ma anche dagli altri paesi della valle e del Piemonte: nella tradizione del migliore capitalismo illuminato ottocentesco il suo fondatore, Fortunato Bauchiero aiutò lo sviluppo complessivo del paese. Interessante anche la frazione Lajetto, con gli affreschi del Quattrocento nella cappella di San Bernardo e con lo storico e antichissimo carnevale alpino abbandonato negli anni ’50 e poi riproposto con i due gruppi di personaggi, i brutti e i belli e le maschere. Un vero e proprio tour de force per il sindaco girare tutte le frazioni, ma Jacopo Suppo ha la passione e l’entusiasmo per questo compito.

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