ROMA – Un’onda di entusiasmo e spiritualitĆ ha travolto i giovani della Val Susa, che hanno preso parte attiva al Giubileo dei Giovani a Roma. Non semplici turisti, ma “pellegrini di significato”, come recita il loro manifesto letto nella basilica di Santa Maria in Trastevere, i ragazzi sono giunti nella capitale con i loro zaini pieni di speranze, dubbi e ferite. Lo spirito di fede profonda e ricerca di senso ha caratterizzato ogni momento della loro esperienza, dall’intensa preghiera per la pace presieduta da monsignor Rino Fisichella, fino ai momenti più leggeri e di condivisione, come la visita pomeridiana a Villa Doria, un’oasi di tranquillitĆ e riflessione. La loro presenza a Roma non ĆØ stata solo una partecipazione a un evento, ma un vero e proprio pellegrinaggio di speranza, un cammino fatto di canto, preghiera e comunitĆ che culminerĆ nella due giorni a Tor Vergata.
Ragazzi della Val Susa al Giubileo
Il canto, in particolare, si ĆØ rivelato un compagno fedele in questo viaggio di fede. Proprio come i salmi della tradizione biblica, che davano voce alle preghiere del popolo di Israele, anche per i giovani della Val Susa la musica ĆØ diventata un modo per esprimere le proprie vicende e la propria fede. In questo Giubileo dei Giovani, che ha come motto “Pellegrini di speranza“, il canto ha unito i ragazzi in un’unica voce, creando un legame profondo tra la loro esperienza personale e la tradizione millenaria della Chiesa. La musica non ĆØ stata solo un sottofondo, ma un elemento essenziale della liturgia e della vita di comunitĆ , rendendo tangibile e corale l’esperienza di unione con il Signore. Questo spirito di condivisione e celebrazione ĆØ il cuore pulsante del Giubileo, un evento che continua a unire i giovani cristiani d’Europa nel segno della speranza e della fede viva.

































