SUSA – Lo scrittore Marco Bellinazzo ha presentato giovedì 20 novembre nella Sala delle conferenze nel Palazzo degli stemmi il suo ultimo libro dal titolo “La colpa è di chi muore” (Fandango Libri), in dialogo con Daniel Martinez dopo l’introduzione di Germano Bellicardi. L’evento si può definire un successo per la partecipazione e l’apprezzamento del pubblico. Dopo il saluto istituzionale dell’assessore Cinzia Valerio, l’incontro è stato condotto dal professor Germano Bellicardi, che ha fatto l’introduzione e orientato il dibattito. Ha ricordato la figura di Sandro Ciotti, grande narratore radiofonico e televisivo, l’origine dotta dei nomi di molte squadre di calcio, la Juventus, la Spal, l’Hellàs Verona, l’Aiax, la Dinamo. Lo Spartak Mosca, il Celtic di Glasgow, il Celta Vigo, il Galatasaray, ha reso omaggio alle ultime tre squadre della classifica di Serie A, il Genoa con 9 scudetti, il Verona con 1, la Fiorentina con 2. Ha toccato infine l’argomento dell’impiego di calciatori stranieri nel campionato italiano.
Il primo romanzo di Marco Bellinazzo
Il libro è accompagnato dalla recensione di Maurizio De Giovanni, luglio 2025) per condividere le emozioni suscitate dalla lettura e i temi principali esplorati: “Il calcio è un sogno. Ma per molti ragazzi, soprattutto se nati nel posto sbagliato, può trasformarsi in un incubo. Marco Bellinazzo, con la sensibilità del cronista che ama davvero ciò che racconta, ci regala un noir che è insieme romanzo d’indagine, viaggio nei meccanismi oscuri dello sport e racconto di formazione. Dante Millesi è un giornalista disilluso, un ex ragazzo del Rione Sanità che ha imparato a convivere con la nostalgia e con la sconfitta. Ma quando un cadavere emerge dal Lago di Lugano e i sogni di tre giovani calciatori africani si incrociano col suo passato, sarà costretto a tornare in campo. Tra Milano, Lagos e Parigi, in una scacchiera di potere e corruzione, la verità non basta. Serve il coraggio di scriverla lo stesso. “La colpa è di chi muore” è una storia che lascia il segno. Come certi tiri sbagliati, come certi amori finiti, come certe verità che nessuno vuole ascoltare. Una storia che nasce lì, nel punto esatto in cui il talento incontra il dolore. Una storia che somiglia terribilmente alla verità. Una storia necessaria, che parla di passione e sfruttamento, di giornalismo e redenzione, di uomini che uccidono corpi e altri che distruggono sogni. E quelli, forse, sono i peggiori”.
Le curiosità e le domande del pubblico
L’autore ha spiegato le ragioni e le finalità del libro, mettendo in luce le emozioni e le riflessioni che ne hanno guidato la creazione. Non si è limitato a un monologo, ma ha cercato di creare un’esperienza interattiva, stimolando curiosità e domande nel pubblico. Nella presentazione del libro ha illustrato il contenuto, la trama e il fine che si propone. Nella conclusione, Daniel Martinez, dopo aver posto diverse domande all’autore e sottolineato diversi aspetti del tema affrontato, citando infine, tra gli altri, Clemente di Alessandria e Sant’Agostino, ha discorso sull’importanza del leggere i libri.
































