Giornate FAI di Primavera: “Un viaggio nel tempo tra le acque della Val Sangone”

GIAVENO – Il weekend del 21 e 22 marzo 2026 ha trasformato la Val Sangone nel cuore pulsante delle Giornate FAI di Primavera, celebrando l’ingegneria idraulica e la tradizione rurale. Protagonista assoluto ĆØ stato il Mulin du Detu, gioiello del 1218, dove la maestosa ruota di cinque metri ha ricominciato a girare per raccontare secoli di macinatura di grani antichi e castagne. Grazie alla collaborazione con l’Ecomuseo e ai figuranti del Gruppo Storico, i visitatori hanno riscoperto l’arte dei “picapera” e i segreti della panificazione. Un tocco di modernitĆ  e inclusione ĆØ arrivato da Amir, volontario iraniano che ha guidato la comunitĆ  persiana di Torino in lingua originale. Poco distante, il Mulino della Bernardina (1745) ha incantato il pubblico con la maestria di Ernesto Ughetto, impegnato nella “rabbigliatura” delle macine, simbolo di una filiera corta che resiste al tempo.

Gli antichi mulini di Giaveno hanno riaperto le porte alla storia

L’itinerario si ĆØ concluso con l’apertura esclusiva del Mulin du Citu, riservata agli iscritti FAI, dove Giorgio Rege ha svelato la complessa meccanica pre-industriale del XVII secolo racchiusa in una suggestiva corte giallo ocra. L’evento ha visto anche la partecipazione delle autrici del volume “Mulini storici del Piemonte”, che hanno arricchito la domenica con approfondimenti editoriali. Le visite, iniziate sabato pomeriggio e proseguite domenica con orario continuato, hanno registrato una grande affluenza, confermando l’interesse per siti privati solitamente inaccessibili. Partecipare a questa edizione a Giaveno non ĆØ stato solo un momento di svago, ma un concreto atto di tutela dell’identitĆ  locale: un omaggio a quegli ingranaggi secolari che, dal Medioevo a oggi, continuano a narrare l’anima produttiva e culturale del territorio piemontese.

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