GIAVENO: AL MUSEO ALESSANDRI “LE CAMERE DELL’HOTEL SURFANTA”
GIAVENO – Tornano a Giaveno, presso il Museo Alessandri “Le Camere dell’Hotel Surfanta” del pittore Lorenzo Alessandri. L’inaugurazione si svolgerà sabato 26 ottobre alle ore 17. L’esposizione si concluderà domenica 26 gennaio 2025. “Ho terminato la serie delle CAMERE e sto preparando il menabò di un volumetto con 36 riproduzioni a colori e una ventina di schizzi in nero. Quando avrò trovato l’ editore, e il libro sarà stampato, farò una mostra a Torino per lanciarlo […]. Da parte mia ce la metterò tutta […] e prego il Padre eterno che mi conceda questa chance”. Così si esprime Alessandri in una lettera scritta nel 1982 in cui annuncia la realizzazione di un sogno dopo aver concluso il suo Hotel Surfanta, composto da trentatré Camere, o Interni come spesso vengono definite. L’artista morirà però due anni dopo insoddisfatto per una pubblicazione mancata e consapevole dell’ineluttabile limite imposto dalla vita.
LE LETTERE
Nelle interviste televisive, nelle lettere agli amici pittori, nei suoi diari si ritrovano continui riferimenti ai personaggi, alle situazioni e alle “recite assurde, scostanti, talvolta umoristiche, talvolta drammatiche” di questi Interni fissati nella sua mente e disegnati a china sin dai tempi della Soffitta Macabra. Il percorso offerto è inconsueto, ma lo è ancora di più il testo di commento unito a ogni quadro, un racconto bizzarro che però possiede la forza evocatrice di atmosfere surreali, oniriche, sarcastiche, impietose e ridicole. Non sfugge, poi, la simbologia dei numeri: sono tre i dipinti che aprono e chiudono lo scenario di trentatré luoghi angusti, privi di finestre, malamente arredati e illuminati da candele. Il tre, secondo la tradizione esoterica, possiede una grande forza energetica, mentre il trentatré, oltre a richiamare gli anni di Cristo, è un numero “maestro”, simbolo dell’amore profondo e incondizionato. I multipli del tre sono ancora richiamati dalle candele che Alessandri dipinge con scrupolo quasi per stigmatizzare ogni scena rappresentata.































