GIAGLIONE – Sabato 3 dicembre a Giaglione, presso il Ce.S.Do.Me.O in Frazione San Giuseppe 1, si terrà l’incontro con la popolazione dal titolo “Memorie dal passato – Giaglione, Venaus e Chiomonte tra Ottocento e Novecento“. Verranno analizzate le trasformazioni bio-demografiche e socio-sanitarie attraverso il recupero e l’analisi dei registri di leva, per divulgare i risultati delle ricerche condotte da esperti e appassionati che, con approccio differente, si occupano della Storia della Val di Susa. I risultati principali giungono dagli archivi comunali e parrocchiali e dall’archivio di Stato di Torino; proprio grazie a questi è stato possibile costruire il quadro antropologico della comunità tra Ottocento e Novecento.
Alle ore 14.30, dopo il saluto delle autorità, Enzo Vayr (Vicepresidente Ce.S.Do.Me.O) tratterà il tema “Terre di confini, milizie paesane e contrabbando“; seguiranno Marilena Girotti (Università di Torino) con l’intervento “Giaglione, Venaus e Chiomonte: perché?“, Margherita Micheletti Cremasco (Università di Torino) con “La statura in Italia dai dati di leva tra Ottocento e Novecento“, Sergio De Iasio (Università di Parma), Marilena Girotti (Università di Torino) e Alessia Orrù (Università di Torino) con l’intervento “Come eravamo : statura, malattie… e altro” e Pier Paolo Giors (Storico di Giaglione) con “Guerra 15 – 18: militari giaglionesi al fronte tra disertori e volontari“.
Abbiamo avuto modo di contattare Marilena Girotti, che ha risposto ad alcune nostre domande riguardo alle ricerche svolte.
Come è nato questo progetto?
“Presso il laboratorio di antropologia del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, dove lavoro, si conducono da anni ricerche sulle popolazioni alpine con lo scopo di comprendere il loro rapporto con ambiente.
Negli anni ‘90 venne avviato dalla prof.ssa Emma Rabino in collaborazione con il CNRS di Marsiglia un progetto di ricerca “ Progetto Delfinato” volto allo studio delle popolazioni dell’Antico Delfinato francese e Cisalpino. Dalla parte italiana, le ricerche riguardarono il comune di Chiomonte. In seguito, a termine di tale progetto, le indagini si estesero ad altri comuni della Valle di Susa e della Val Cenischia che sono stati oggetto di ricerca nell’ambito di un progetto sui movimenti migratori in Valle Susa e nei comuni di minoranza linguistica del Piemonte occidentale del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione (referente dott.ssa Valentina Porcellana)”.
Che tipo di ricerche avete effettuato?
“In particolare presso il nostro laboratorio si effettuano indagini biodemografiche al fine di valutare le trasformazioni – relative alla natalità, mortalità, comportamento matrimoniale, migrazioni – avvenute in queste popolazioni nel corso degli ultimi tre secoli. Per queste ricerche si utilizzano i dati riportati nei registri civili e/o religiosi, quali censimenti, stati delle anime, libri dei battesimi, matrimoni e sepolture, che costituiscono un patrimonio culturale unico e irripetibile, perché unica e irripetibile è la storia di ciascuna popolazione.”
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