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domenica, 14 Dicembre 2025

Frassati Santo della montagna: UNCEM “Un modello anche per valorizzare ciò che unisce Torino alle Valli”

ROMA È stato proclamato Santo, insieme con Carlo Acutis, da parte di Papa Leone, il beato Pier Giorgio Frassati. È un santo della Montagna, unendo Torino alle Valli di Lanzo, due sfere del proprio impegno. Poche le notizie sul secondo miracolo, “sigillo” sulla santità, dopo che il giovane torinese era stato proclamato beato nel 1990 da Giovanni Paolo II. L’impegno sociale, la malattia in giovanissima età, l’aiuto ai poveri, la preghiera, il Vangelo vissuto, concreto e operoso, contraddistinguono venticinque anni di vita di Pier Giorgio. Ma anche il grande amore per la montagna. E l’intreccio strettissimo con le Valli di Lanzo, lungo tutta la sua breve vita (1901-1925). “L’abilità sportiva dello scalatore è paradigma della spiritualità di Pier Giorgio; la sintesi tra vita contemplativa e vita attiva trova un felice slogan nella sua regola Verso l’alto, che indica un continuo esercizio di crescita, di ricerca, di allenamento“, scrivono i biografi del giovane torinese. E ancora: “L’intreccio tra preghiera, partecipazione ai sacramenti, lettura della Parola ed esercizio della carità si misura attorno all’intensità di questa tensione a crescere, a salire. La montagna in questo senso è metafora straordinariamente chiara per spiegare la spiritualità laicale, il movimento parte perché è la vetta che ti “chiama”, ma anche il cammino diventa passo dopo passo più gustoso; non mancano certo gli ostacoli e gli scoraggiamenti tra una roccia particolarmente pericolosa e un sentiero che sembra bloccato“.

Frassati Santo della montagna

Sarà anche per questo che a Traves, verso Punta Lunella, il tracciato che porta al colle è il “Sentiero Frassati”, inaugurato nel 1997 dal CAI. Questo percorso fu l’ultima ascensione del giovane, documentata con foto domenica 7 giugno 1925, a circa un mese dalla morte, il 4 luglio. In vetta pregava per i Caduti della Grande Guerra. Sempre con sguardo rivolto verso l’Alto. L’Arcivescovo emerito di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia, nel 2017 a Traves, con accanto don Silvio Ruffino, aveva ricordato il ventennale di quel sentiero e delle targhe scoperte dal Club Alpino Italiano guidato da Gino Geninatti. “Pier Giorgio amava le vette, per lui il Dio era il Dio delle vette. Più andava su e più lo incontrava. Sempre sul sentiero – disse Nosiglia – è arrivato alla vetta, alla santità, attraverso la vita normale di ogni giovane. C’è una cosa bellissima che affascina tutti i giovani e gli adulti che conoscono Pier Giorgio Frassati: è questa quotidianità, questa normalità di essere un giovane aperto all’amicizia, allo sport, alla montagna, alle cose concrete di ogni giorno. Quanto è bello questo: ci fa capire che è nel quotidiano che siamo chiamati a vivere giorno per giorno, in onestà di vita il Vangelo e comunque la nostra fede che nasce da noi, dalle nostre coscienze“. E ancora, sempre Nosiglia, che oggi gioisce per la canonizzazione: “È molto bello confermare, dopo venti anni dall’avvio il sentiero Pier Giorgio Frassati, questo bel segno. È un segno di speranza, di forza di cui ha tanto bisogno il nostro popolo, la nostra gente, ciascuno di noi“.

Da santità esemplare, per tutti

Un esempio moderno e per tutti. Non certo bigotto. Aristocratico, ma per il popolo e dentro il suo tempo“, conferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. Come conferma un fatto, avvenuto proprio nelle Valli di Lanzo. Le sue scelte controcorrente non fanno di Frassati un tipo strano o isolato: pieno di vita, amante della montagna e dell’alpinismo, il 18 maggio 1924, durante una gita al Pian della Mussa, con gli amici più cari inaugura la “Compagnia dei tipi loschi”, associazione caratterizzata da un sano spirito d’amicizia e d’allegria fondata sul vincolo della preghiera e della fede. Dietro l’apparente goliardia, si cela il progetto di un’amicizia cristiana a tutto tondo, valida per la vita intera. Da santità esemplare, per tutti.

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