TORINO – La decisione di Tommaso Varaldo e di cento giovani che si sono autosospesi da Forza Italia a Torino e provincia non stupisce. Spiegano. “Eā il frutto, amaro, di una politica territoriale di Forza Italia che da anni privilegia personaggi dei ācerchi magiciā dei vertici. Piuttosto che coloro che quotidianamente, con grande impegno, rappresentano sul territorio il partito“. Rachele Sacco commenta la decisione presa dal suo collega consigliere comunale di Chieri come lei militante in Forza Italia che ha deciso, insieme ad un centinaio di giovani attivisti, di autosospendersi per protesta dallāincarico di Coordinatore di Torino e Provincia per i giovani di Forza Italia.
IL COMMENTO
“Io stessa ho dovuto constatare il vuoto, lāassenza di sostegno del partito e la solitudine in cui i dirigenti ci hanno lasciato in occasione delle ultime elezioni amministrative. In altre cittĆ ĆØ stato lo stesso partito a muoversi, con strategie di consenso e alleanze, ma questo non ĆØ avvenuto a Chieri dove ero candidata a sindaco. Lo stesso motivo che mi ha spinto a scegliere una lista civica e sedermi come rappresentante di questa nel consiglio comunale. Piuttosto che rivendicare la mia appartenenza politica. In Piemonte da anni manca una linea premiante, meritocratica, per chi davvero crede in Forza Italia, non esistono più scelte condivise, riunioni o congressi, esistono solo miopi ed indecifrabili decisioni calate dallāalto che, riprendendo le parole del collega Varaldo, non hanno fatto che distruggere e continuare a demolire il lavoro svolto sul campo allontanando sempre più persone dal partito”.
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