Erbe di montagna: il Rabarbaro, il nome è dovuto al fatto che veniva coltivata in terre barbare di VALERIO SANFO e ERICA PITTONI

Erbe di montagna. Il Rabarbaro è una pianta molto antica, pare venisse coltivato in Asia già 2700 anni prima della nascita di Cristo. Il nome è di origine greca ed è dovuto al fatto che veniva coltivata in terre barbare. Gli antichi romani e i greci usavano in modo massiccio il rabarbaro grazie alle sue proprietà terapeutiche; la radice raccolta in stagione autunnale, possiede proprietà aromatizzanti, rinfrescanti, digestive, lassative, astringenti e depurative, oltre a svolgere un’azione antinfiammatoria, antimicotica, antitumorale e ipotensiva. Usato fin dall’antichità come stimolante epatico e regolarizzatore della bile; utilissimo anche in caso di coliche, dolori del fegato, dissenterie, parassitosi intestinali. A bassi dosaggi favorisce la secrezione gastrica e quella biliare, con una blanda azione lassativa; in dosi superiori, ha una azione lassativa più marcata.

rabarbaro

L’ERBA

È recente la notizia che riporta gli effetti antitumorali di un tipo di rabarbaro coltivato in Inghilterra; pare che la sua cottura prolungata per 20 minuti sia in grado di aumentare i livelli di polifenoli che sappiamo essere agenti chimici in grado di uccidere le cellule tumorali. Il rabarbaro viene impiegato in fitoterapia per combattere le infezioni dell’intestino; infatti, grazie alle sue proprietà, riequilibra la situazione della mucosa intestinale. Se desiderate dare riflessi ramati ai vostri capelli senza ricorrere alle tinture, fate macerare nel vino bianco alcuni pezzi di rabarbaro sia freschi che essiccati. Dopo una settimana filtrate e passatela sui capelli alla fine di ogni shampoo.

Maggiori informazioni su Andar per erbe, Valerio Saffo e Erica Pittoni, Editrice Il Punto-Piemonte in bancarella.

andar per erbe

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