Erbe di montagna. Il Farinaccio, resti di questa pianta sono stati ritrovati in villaggi neolitici di tutta Europa. I suoi semi facevano anche parte dell’ultimo pasto rituale dell’uomo di Tollund, cioè l’uomo preistorico il cui cadavere, perfettamente conservato, era stato ritrovato (incluso il contenuto dello stomaco) in uno stagno in Danimarca, nel 1950. Tutta la pianta è buona e gustosa: gli indiani nordamericani ne mangiavano i semi maturi, macinandoli nel cibo. Si possono anche usare nell’impasto per fare il pane. Le foglie sono molto buone in insalata, aggiungendovi anche i semi della pianta stessa. I nuovi germogli si possono sempre raccogliere, anche dalla cima di una pianta matura. L’unico che può risultare un po’ indigesto e quindi non si presta a essere cucinato è il gambo. Un tempo la medicina popolare utilizzava le foglie per trattare punture si insetti, dolori reumatici, colpi di sole, scottature, dolori dentali. I semi, inoltre, sono ricchi di proteine, vitamina A, calcio, fosforo e potassio.

FLAN AL FARINACCIO
Lessate le verdure e tritatele, aggiungete uova, un po’ di parmigiano, sale, timo tritato, erba cipollina e mentuccia. Imburrate una forma, passate del pan grattato e versatevi il composto. Fatelo cuocere a bagnomaria. Nel frattempo preparate una crema di Castelmagno: con una noce di burro e un po’ di farina fate poca besciamella; aggiungete il Castelmagno, un po’ di latte e fate fondere aggiungendo un rosso d’uovo. Rivoltate la forma su un piatto da portata e nell’incavo centrale, versate la crema di formaggio.

Maggiori informazioni su Andar per erbe, Valerio Saffo e Erica Pittoni, Editrice Il Punto-Piemonte in bancarella.
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